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MUGNANO DEL CARDINALE – Una giornata di fede intensa, vissuta sotto un sole cocente, ma illuminata da una devozione che, ancora una volta, ha saputo superare ogni fatica. All’indomani della solenne processione di Maria Santissima delle Grazie, il rettore del Santuario di Santa Filomena, don Giuseppe Autorino, ha voluto affidare un messaggio di ringraziamento all’intera comunità mugnanese.
Parole semplici, profonde, nello stile di chi vede nella festa non soltanto un evento religioso, ma il volto di una Chiesa che cammina insieme al suo popolo.
«Quando ho visto quella lunga fila di persone seguire Maria Santissima delle Grazie, ho pensato che la fede continua a parlare al cuore degli uomini. Non sono stati il caldo o la stanchezza a vincere, ma l’amore verso la nostra Madre. E questo è il dono più bello che una comunità possa offrire.»
Il primo pensiero del rettore è rivolto ai cullatori, protagonisti silenziosi della giornata.
«I cullatori sono l’anima della processione. Non portano soltanto una statua sulle spalle, ma portano la fede di un popolo, le speranze delle famiglie, le lacrime di chi soffre e i ringraziamenti di chi ha ricevuto una grazia. Ogni passo che compiono è una preghiera. Ogni sacrificio è un atto d’amore verso Maria Santissima delle Grazie. A loro va il mio abbraccio più sincero.»
Don Giuseppe ha poi voluto soffermarsi sulle immagini che più gli sono rimaste nel cuore.
«Mi hanno emozionato i tanti bambini presenti lungo il percorso, le famiglie che hanno scelto di vivere insieme questa giornata, gli anziani affacciati ai balconi e quanti, nonostante il caldo torrido, hanno accompagnato la Madonna fino al suo rientro. Hanno affrontato la fatica con il sorriso, dimostrando che quando nel cuore c’è la fede, ogni sacrificio diventa più leggero.»
Un ringraziamento particolare è stato rivolto a tutte le persone che, lungo il cammino della processione, hanno aperto le porte delle proprie case per accogliere i fedeli.
«Grazie alle famiglie che hanno preparato punti di ristoro, offrendo acqua, limonata, crema caffè, panini, dolci, frutta e tutto ciò che è servito per ristorare cullatori e pellegrini. Sono gesti che forse sembrano piccoli, ma nel Vangelo è proprio un bicchiere d’acqua donato con amore ad assumere un valore immenso. La carità si manifesta anche così, con una tavola preparata e una mano tesa verso il prossimo.»
Il rettore ha poi espresso la sua gratitudine al Comitato Festa Maria Santissima delle Grazie, che per mesi ha lavorato nell’organizzazione dei festeggiamenti.
«Dietro una festa così bella ci sono persone che donano tempo, energie e cuore. Ringrazio il Comitato Festa per il servizio svolto con generosità e spirito di collaborazione. Il loro lavoro, spesso nascosto, è stato fondamentale.»
Parole di riconoscenza anche per la Misericordia, la Polizia Municipale, le Forze dell’Ordine, i volontari, i tecnici, le associazioni e tutti coloro che hanno garantito sicurezza e assistenza durante la processione.
«Ognuno ha occupato il proprio posto, mettendo al primo posto il bene della comunità. Questa è la bellezza della Chiesa e di un paese: nessuno è protagonista da solo, ma tutti insieme diventiamo una famiglia.»
Infine, il pensiero più intenso è rivolto ancora una volta alla Patrona.
«Maria Santissima delle Grazie ci insegna a non avere paura del cammino. Una madre non si stanca mai di aspettare i propri figli e di accompagnarli nelle gioie e nelle difficoltà della vita. Continuiamo a guardarLa con fiducia, lasciandoci guidare dal suo esempio di umiltà, amore e speranza. Finché ci sarà un cuore che batterà per Lei, questa tradizione non morirà mai.»
E don Giuseppe conclude con la frase che ogni mugnanese porta nel cuore e che, più di ogni altra, racchiude il senso di una giornata indimenticabile:
«E che ‘a Maronn c’ accompagna.»