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AVELLINO – Il percorso verso le elezioni amministrative del 2026 si presenta tutt’altro che lineare per il centrosinistra avellinese. Tra strategie ancora da definire, nomi che circolano senza ufficialità e rapporti tra alleati sempre più delicati, il cosiddetto “campo largo” appare oggi come un progetto ancora incompiuto.
Negli ambienti politici cittadini continua a circolare, seppur senza conferme ufficiali, il nome dell’imprenditore Walter Giordano. Un’ipotesi mai formalizzata, ma che testimonia un clima in cui le possibili candidature sembrano precedere il confronto sui programmi.
Intanto, il Partito Democratico prova a imprimere una svolta, rivendicando un ruolo centrale nella scelta della leadership. Il segretario provinciale Marco Santo Alaia ha chiarito la posizione: sarà il Pd a proporre il candidato sindaco, con l’obiettivo di individuare una figura capace di unire le diverse anime della coalizione e di costruire un progetto politico condiviso.
Ma il percorso resta complesso. Movimento 5 Stelle e Sinistra Italiana hanno espresso cautela, lasciando aperta la possibilità di proporre alternative o di puntare su profili civici. Proprio Sinistra Italiana ha segnato una frattura significativa, decidendo di lasciare il tavolo del confronto in polemica con il metodo adottato per individuare il candidato.
Una scelta che complica ulteriormente il quadro e che evidenzia le difficoltà nel trovare una sintesi politica solida. Il Pd, tuttavia, tira dritto, ribadendo la volontà di non subire condizionamenti e di portare avanti un percorso autonomo ma inclusivo.
Nel dibattito interno è intervenuto anche il consigliere Nicola Giordano, che ha sottolineato la necessità di puntare su figure credibili e radicate nel territorio, evitando logiche di facciata o candidature costruite a tavolino. Un richiamo alla responsabilità politica, in un momento in cui – sottolinea – la città ha bisogno di stabilità e visione.
Sullo sfondo resta Avellino, alle prese con la necessità di rilanciare la propria azione amministrativa dopo anni complessi. Il confronto politico è appena iniziato, ma la sensazione è che il centrosinistra debba ancora trovare una vera identità e una direzione condivisa.
Il “campo largo”, per ora, resta un cantiere aperto. E il tempo per costruire una proposta credibile, in vista del voto, scorre veloce.