Attivisti 5 Stelle di Nola contro Biancardi: La villa comunale riapre per il ‘Gigli Food Festival’. L’amministrazione distrugge il bene pubblico e favorisce gli interessi privati.

Attivisti 5 Stelle di Nola contro Biancardi: La villa comunale riapre per il Gigli Food Festival. Lamministrazione distrugge il bene pubblico e favorisce gli interessi privati.

 

NOLA – Continua la polemica tra amministrazione comunale di Nola e Attivisti del Movimento 5 Stelle per la villa comunale. Negli scorsi giorni si era riusciti ad ottenere il blocco delle operazioni di abbattimento degli alberi da parte della Soprintendenza grazie soprattutto ai risultati della controperizia, affidata al dott. Andrea Maroè e pagata in gran parte dagli attivisti 5 Stelle di Nola. Si credeva chiusa la vicenda ma, nella giornata di sabato 20 giugno, la villa è stata parzialmente aperta per permettere la installazione del ‘Gigli Food Festival’, iniziativa commerciale per la quale le associazioni di categoria hanno denunciato l’ente comune di Nola per presunte irregolarità.

La vicenda della Villa Comunale di Nola assume ormai i caratteri della commedia grottesca. – affermano gli Attivisti 5 Stelle di Nola in un comunicato – Dal mese di ottobre 2014 ci siamo opposti ai previsti abbattimenti degli alberi in villa comunale contestando al sindaco Biancardi sia l’affidamento dell’incarico a Giuseppe Cardiello, perito del Vivaio Marrone che gestisce la manutenzione del verde pubblico a Nola, sia le risultanze delle analisi del perito. Ciò che ha bloccato le procedure di abbattimento non sono certo stati, contrariamente a come afferma il sindaco Biancardi, la correttezza istituzionale dell’amministrazione ma proprio la serie di irregolarità che ne hanno contraddistinto il percorso. Come spiegato durante la conferenza stampa del 17 giugno scorso (qui il video integrale della conferenza stampa: https://youtu.be/dSqP0TIcPVg), a seguito degli esiti della controperizia commissionata dai 5 Stelle di Nola, il sindaco di Nola e Cardiello si sono dovuti accorgere che il Montezuma è albero monumentale rarissimo e che il suo valore supera i 2.500.000,00 euro. Si precisa che la perizia è stata effettuata solo sul Montezuma per ragioni puramente economiche. Gli attivisti 5 Stelle Nola, scarsamente aiutati in questo da gran parte delle associazioni coinvolte nella campagna ‘Salviamo la Villa’, non avevano la disponibilità finanziaria per coprire i costi di una analisi sulla totalità degli alberi.

Appena ricevuta la relazione tecnica da Maroè ecco che l’amministrazione immediatamente sconfessa parzialmente le risultanze di Cardiello che fino a pochi giorni prima erano spacciate per verità assolute e scrive alla Soprintendenza che sei dei ventiquattro alberi precedentemente ‘condannati a morte’ non vanno abbattuti. Di fronte a tale evidenza, gli attivisti di Nola, insieme ai parlamentari Gallo e Micillo, si sono semplicemente limitati a chiedere che si effettuasse un nuovo monitoraggio dell’intera area della villa prima di procedere a tagli indiscriminati.

Il sindaco di Nola, che brilla per la sua ‘impudenza istituzionale’, di fronte a una ‘Proposta di Piano di Monitoraggio e Manutenzione degli Alberi Secolari e Monumentali della Villa Comunale Di Nola’ inoltrata da Andrea Maroè in convenzione con l’Università di Udine (che fino a prova contraria è un ente pubblico) si permette di affermare, attraverso il proprio ufficio stampa, che la vicenda sia una strumentale occasione di lucro da parte di chi ha pagato di tasca propria per difesa di un bene pubblico che lui ha in dovere di tutelare.

Il sindaco Biancardi parla di sprechi e consulenze ‘interessate’. Certamente si riferisce a se stesso considerando i più di cinque milioni di euro complessivi spesi per la manutenzione del verde pubblico cittadino dal 2009 a oggi e alle decine di migliaia di euro di incarichi a Cardiello che, almeno per il Montezuma e per alcuni altri alberi, ha effettuato valutazioni quantomeno superficiali e già ‘scientificamente sconfessate’.

Per quanto riguarda le ragioni per cui il Sindaco Biancardi doveva aprire la villa comunale per la Festa dei Gigli, la risposta è sotto gli occhi della cittadinanza: i ristoratori di ‘Gigli Food Festival’; gli unici che, fino al 3 luglio prossimo, potranno godere della villa comunale per realizzare vantaggi economici mentre la cittadinanza, continua a non avere accesso all’unica area a verde del centro storico di Nola.

La battaglia per la villa comunale di Nola non è certo conclusa. L’amministrazione dovrà essere messa di fronte alle proprie responsabilità e rivedere nel complesso l’insieme di interventi da realizzare per la tutela, salvaguardia e valorizzazione del patrimonio arboreo. Biancardi inoltre sarà chiamato a rispondere sia di come ha utilizzato i fondi pubblici a disposizione per la manutenzione del verde negli ultimi cinque anni sia di come è stata gestita l’operazione abbattimenti degli alberi secolari. Una parte della comunità locale è ormai stanca delle cialtronerie di alcuni nostri amministratori.”