Acque di balneazione, improprio il confronto Arpac – Goletta Verde

Acque di balneazione, improprio il confronto Arpac – Goletta Verde

«Gli obiettivi del monitoraggio svolto da Legambiente con l’iniziativa Goletta Verde non sono gli stessi di quelli che si pone il controllo sulla qualità delle acque di balneazione svolto da Arpac ai sensi del decreto legislativo 116/08». Lo ricorda il commissario straordinario dell’Agenzia ambientale, Stefano Sorvino, in seguito a una interrogazione alla Commissione europea presentata dall’eurodeputato Piernicola Pedicini e riportata da diversi articoli di stampa. In sintesi, l’interrogazione si chiede perché i risultati ottenuti da Legambiente, sulla qualità delle acque costiere campane, divergono da quelli elaborati dall’Agenzia.
«È un confronto improprio», chiarisce Sorvino. «Significa confrontare due cose che non sono sovrapponibili. Analizzando l’attività svolta da Goletta Verde appare evidente come, legittimamente, Legambiente abbia voluto mettere in risalto lo stato di degrado di diversi tratti costieri interessati da foci di fiumi, canali o aree con sistemi di depurazione insufficienti o mal funzionanti. Questi tratti – sottolinea il commissario Arpac – per il loro livello di inquinamento non sono stati inclusi dalla Regione Campania tra le acque adibite alla balneazione e, pertanto, nella maggior parte dei casi non sono monitorate nei controlli istituzionali svolti da Arpac».
Infatti, su un totale di trenta punti controllati dall’associazione, circa il 70 percento, risultati “inquinati” o “fortemente inquinati”, si riferiscono ad acque già interdette alla balneazione.
Del resto i risultati di Legambiente ottenuti dalla campagna sullo stato di salute del mare italiano derivano da un ridotto numero di prelievi. In Campania l’associazione ne effettua trenta, contro un totale di oltre 2600 condotti da Arpac su 330 acque di balneazione nel corso di una campagna di monitoraggio. Goletta Verde fornisce un giudizio di qualità delle acque, basato su una valutazione di Legambiente che ha finalità diverse rispetto alla classificazione delle acque previsto dalla normativa, basata su un calcolo statistico dei dati ottenuti durante gli ultimi quattro anni di monitoraggio. Tutti i dati prodotti dall’Agenzia sono pubblicati in tempo reale sul sito arpacampania.it.
«Beninteso», osserva Sorvino, «porre l’attenzione su tali problematiche è certamente utile per promuovere iniziative di risanamento e recupero di aree attualmente non utilizzabili per l’uso balneare che, in ogni caso, potrebbero avere un notevole interesse ambientale e turistico. Goletta Verde – conclude il commissario Arpac – è un’iniziativa meritevole ma deve essere correttamente interpretata. Non si può creare un senso di sfiducia nelle istituzioni che operano nel pieno rispetto della normativa vigente e della tutela della salute pubblica».