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Nei giorni luminosi di giugno, i monti che cingono Sirignano si accendono di un giallo vivo, selvaggio e fiero. È il tempo delle ginestre. Il loro profumo, intenso e dorato, scende dalle alture come una carezza antica, insinuandosi tra i vicoli di pietra, i portoni storici e i cortili del borgo. Non è solo la fragranza di una fioritura; è l’aroma stesso della memoria, il respiro della terra che si prepara a farsi altare. In questo clima sospeso tra cielo e montagna, l’odore dolce e penetrante delle ginestre diventa il velo invisibile che accoglie il passaggio del sacro, il profumo inconfondibile che da generazioni annuncia l’arrivo del giorno più solenne.
Il Santissimo di Sirignano: Splendore Fuso nell’Argento e la Tradizione del Corpus Domini
Nel cuore del borgo antico di Sirignano, la Chiesa Parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo custodisce, oltre alla fede profonda dei suoi abitanti, piccoli e grandi tesori d’arte sacra che testimoniano secoli di devozione. Tra questi, spicca per importanza liturgica e bellezza artistiche l’antico Ostensorio parrocchiale, il “Santissimo”, un capolavoro che unisce la perizia artigianale alla memoria storica della comunità.
L’Epoca e la Scuola Artistica: Il XVIII Secolo Napoletano
L’analisi morfologica e stilistica dell’opera colloca l’ostensorio nella grande tradizione dell’argenteria sacra napoletana del XVIII secolo, con possibili richiami o restauri della prima metà del XIX secolo. Napoli, in quel periodo, era una delle capitali mondiali dell’arte argentaria, e le sue botteghe rifornivano le parrocchie di tutto il Regno con manufatti di straordinaria perizia tecnica.
L’ostensorio di Sirignano è realizzato in argento fuso, sbalzato e cesellato, con una ricca e splendida doratura a fuoco che decora la teca centrale e i dettagli principali, creando un meraviglioso contrasto bicolore (oro e argento) tipico delle committenze più importanti.
Simbologia e Dettagli dell’Opera
Ogni singolo elemento della sua struttura racchiude un profondo significato teologico e simbolico:
La Raggiera Divina: La parte superiore (il sole) è concepita come un’esplosione di luce, dove i maestosi raggi geometrici dorati si alternano a dinamici fasci di fiamme argentee, simbolo del fuoco dello Spirito Santo che riscalda i cuori dei fedeli. In alto, a coronamento della struttura, svetta la croce, simbolo del sacrificio e della vittoria.
I Simboli Eucaristici e il Fusto: Il fusto centrale è un trionfo di motivi sacri e slancio teologico. Subito sotto la teca, eleganti figure angeliche d’argento sembrano schiudere lo spazio alla luce divina. Poco più in basso, a sorreggere solennemente il tronco dell’ostensorio, spiccano le sculture argentee a tutto tondo dei Santi, raffigurati a schiena dritta in una posa fiera e monumentale. Tra di essi si distingue chiaramente, con immediata evidenza iconografica, la figura di Sant’Andrea Apostolo che reca la sua croce, fiero patrono del borgo che veglia sul Mistero eucaristico, affiancato con ogni probabilità dagli Evangelisti, custodi della Parola che sorregge il Mistero. Il fusto si completa poi con nodi riccamente lavorati a sbalzo con motivi di grappoli d’uva e viticci.
La Base Istoriata: La solida base geometrica a pianta poligonale poggia su piedini lavorati. Sui lati della base sono sbalzati dei medaglioni argentei che raffigurano i volti di Cristo e scene sacre, intervallati e arricchiti da motivi eucaristici. Sulla fascia inferiore della base spicca l’incisione che ne sancisce l’appartenenza e la devozione comunitaria: “CHIESA DI SS. ANDREA APOSTOLO – SIRIGNANO”.
Domani si rinnova la Tradizione: L’Ombrello Processionale e il Giallo delle Ginestre
Questo ostensorio non è un semplice oggetto da museo, ma un simbolo vivo che attraversa le generazioni. Domani, in occasione della solennità del Corpus Domini, l’antico manufatto varcherà nuovamente la soglia della Chiesa di Sant’Andrea Apostolo per essere recato solennemente in processione tra le strade e i cortili del paese.
La sacra funzione si caricherà di una solennità civile e religiosa ancora più profonda: il Santissimo avanzerà infatti protetto dallo storico ombrello processionale, che secondo la tradizione sarà sorretto dal Primo Cittadino, il Sindaco Sig. Antonio Colucci, a testimonianza dell’unione di tutta la cittadinanza attorno alle proprie radici.
L’ombrello porta con sé una storia nobiliare affascinante. In origine il drappo era di colore rosso, donato alla parrocchia dai Principi Caravita di Sirignano. I Principi vollero che l’arredo fosse l’esatta replica di un altro sfarzoso ombrello processionale da loro commissionato e donato a Napoli per le grandi funzioni della Reale Pontificia Basilica di San Giacomo degli Spagnoli, luogo nel cuore della capitale a cui la famiglia aristocratica era storicamente legatissima. Entrambi i manufatti risalgono, nella loro concezione originaria, a cavallo tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX secolo.
Negli anni 1980, l’ombrello ha vissuto una trasformazione che lo ha legato ancora di più all’identità locale. La vecchia stoffa rossa è stata sostituita con un nuvove tessuto di altissimo pregio di colore giallo. Non si è trattato di una scelta casuale, ma di un poetico omaggio visivo al territory: il giallo intenso richiama infatti il colore delle ginestre, che proprio in questo mese di giugno fioriscono rigogliose sui monti che abbracciano Sirignano.
Un’Emozione che attraversa il Tempo
Domani, quando il Sindaco Antonio Colucci solleverà l’ombrello e il Santissimo passerà tra le case del borgo, lo splendore dell’oro e dell’argento del XVIII secolo sarà avvolto e protetto da quel giallo ginestra. Sotto quel cielo di stoffa preziosa non camminerà solo il mistero della fede, ma l’anima stessa di Sirignano: una catena indissolubile di arte, natura e memoria che unisce il passato degli antenati al presente dei figli.
Maicol Acierno