NAPOLI. “Orizzonti – Lo scoutismo scende in piazza”, una giornata pubblica dedicata ai giovani. Intervista a Filomena Grasso: “Lo scoutismo è costruire comunità, insieme si va più lontano”

NAPOLI. “Orizzonti – Lo scoutismo scende in piazza”, una giornata pubblica dedicata ai giovani. Intervista a Filomena Grasso: “Lo scoutismo è costruire comunità, insieme si va più lontano”

intervista a cura del direttore Felice Siniscalchi 

Il prossimo 31 maggio il CNGEI porterà a Napoli “Orizzonti – Lo scoutismo scende in piazza”, una giornata pubblica dedicata ai giovani, alla partecipazione e alla costruzione di comunità. Un’occasione per riflettere sul valore dell’educazione, della cittadinanza attiva e dell’inclusione in un tempo segnato da isolamento sociale e frammentazione.

Ne abbiamo parlato con Filomena Grasso, Presidente nazionale del CNGEI, docente di Matematica e Scienze e scout dal 1992.

Quali sono oggi le principali sfide educative che la sua associazione si trova ad affrontare in una società sempre più complessa? «Sicuramente quella di adattare un po’ la proposta educativa, che per noi è ultracentenaria, alla nuova società e alle nuove modalità della società. Da un lato mantenere integri i nostri valori, che comunque continuiamo a portare avanti pressoché immutati, ma allo stesso tempo fare in modo che questi possano essere davvero percepiti dalle giovani generazioni nella maniera quanto più fruibile possibile e quindi avvicinare loro nella maniera in cui possano essere davvero aperti a un certo tipo di atteggiamento verso il mondo.

Lo scoutismo ha una modalità non formale, quindi è un metodo di autoeducazione sostanzialmente. Si tratta di far vivere certi valori ai ragazzi affinché poi loro ne possano essere essi stessi promotori e moltiplicatori.»

In che modo lo scoutismo laico potrebbe aiutare i giovani ad affrontare temi delicati come il disagio sociale, l’isolamento e la crisi dei valori? «Innanzitutto è proprio lo stare insieme, quindi di base l’apertura. Questa necessità intesa come apertura al genere, apertura a qualsiasi tipo di credo religioso e di approccio spirituale, apertura anche a non fermarsi davanti a un’etichetta che possa essere di natura sociale o economica.

Quindi essere sostanzialmente un po’ tutti uguali, uniti da una serie di valori che ci accomunano e che si vivono insieme, per cui infine fanno parte poi di noi stessi e della nostra etica.»

Lei è docente di Matematica e Scienze: quali differenze nota tra l’educazione scolastica tradizionale e quella vissuta nello scoutismo? «Stiamo parlando di due contesti estremamente diversi, sebbene devo dire che anche nel contesto scolastico — e questo dipende molto dai docenti che poi hanno a che fare con i ragazzi — si possa trovare il modo di fare maggiore leva sulle giovani generazioni attraverso metodologie che non siano solo quelle formali alle quali eravamo abituati un tempo.

Quindi sostanzialmente innanzitutto aprendosi con empatia all’ascolto dei bisogni dei ragazzi, ma anche e soprattutto cercando di coinvolgerli in attività che non siano solo ed esclusivamente frontali, ma che provengano a 360 gradi da una percezione più ampia, in modo tale che i ragazzi possano proprio sentirsi parte di ciò che stanno imparando, non solo dal punto di vista delle singole discipline ma dal punto di vista dell’essere umano.

Oggi come oggi avere docenti che si fanno carico anche della propria parte di insegnamento dell’educazione civica è fondamentale.

Nello scoutismo si vive un contesto nel quale si è tutti da pari a pari, pur con la guida degli adulti, e questo facilita molto le relazioni. Questi ragazzi vivono lo stare insieme e, nello stare insieme, imparano anche come si sta insieme. Imparano a farsi carico delle fragilità degli altri, a prendersi cura delle proprie fragilità e a riconoscere quelle degli altri.»

NAPOLI. “Orizzonti – Lo scoutismo scende in piazza”, una giornata pubblica dedicata ai giovani. Intervista a Filomena Grasso: “Lo scoutismo è costruire comunità, insieme si va più lontano”Qual è il messaggio più importante che vorrebbe trasmettere ai giovani che si avvicinano per la prima volta al mondo dello scoutismo? «Non abbiate paura di vivere l’esperienza e di crescere insieme agli altri.»

Il 31 maggio porterete a Napoli “Orizzonti – Lo scoutismo scende in piazza”. Qual è il significato profondo di questa iniziativa?  «Tutto nasce dal fatto che noi scout del CNGEI festeggiamo il cinquantesimo anniversario da quando l’associazione all’epoca maschile, che era il CNGEI, si unì con l’associazione all’epoca femminile che si chiamava UNGEI.

Questo significa per noi la possibilità di poterci guardare indietro e dire che in cinquant’anni abbiamo vissuto un’esperienza associativa coeducata, nella quale davvero abbiamo portato anche un po’ a compimento questo senso di laicità anche dal punto di vista del genere e cercato di vivere l’esperienza dello scoutismo in maniera paritaria ed equa per giovani ragazze e giovani ragazzi.

Da lì è nata la nostra voglia di comunicare la ricchezza che abbiamo trovato in questi cinquant’anni di coeducazione e di portarla anche alla società civile. Abbiamo deciso di non festeggiare solo tra di noi, ma di portare in piazza questo festeggiamento affinché potesse essere utilizzato anche come modello, una dimostrazione virtuosa del fatto che insieme è meglio, insieme si costruisce di più e insieme si va più lontano.»

Napoli sarà il cuore di questa iniziativa. Che valore simbolico ha scegliere proprio una grande piazza del Sud per parlare di futuro, educazione e comunità? «Napoli è stata scelta per la sua storia e anche per la sua attualità, perché la città si porta dietro comunque un sistema valoriale basato sull’accoglienza, quindi sul non aver paura della diversità, sull’accoglienza a 360 gradi dell’altro.

Ci è sembrato quindi che Napoli potesse essere davvero il posto giusto per questo tipo di manifestazione. Cercavamo una grande città affinché potessimo avere un pubblico abbastanza nutrito e una bella fetta di società che potesse assistere e partecipare con noi a questo festeggiamento.»

Cosa accadrà concretamente durante la giornata del 31 maggio? «Sono molto orgogliosa del fatto che nella nostra idea originaria ci fosse quella di aprire una sorta di rete di associazioni che potessero parlare tra di loro, ma soprattutto parlare alla società civile, promuovendo i valori che il volontariato porta avanti.

Per questa parte dell’attività, che si svolgerà dalle tre e mezza fino alle sette di sera, hanno risposto tantissime associazioni di grande rilievo, associazioni nazionali e realtà che hanno raccolto questa sfida con la promessa di costruire insieme a noi un percorso futuro.

Successivamente ci sarà l’evento di palco, nel quale si alterneranno diversi artisti, cantanti e ballerini: tutte realtà musicali che già portano con sé questo senso di inclusione e di accettazione dell’altro. I generi musicali saranno molto diversi tra loro, ma tutti racconteranno una parte della storia della società attraverso i valori dell’inclusione e delle alleanze di genere.»

Quindi non resta che dare appuntamento a tutti in piazza?  «Sì, vi aspettiamo. Sarà una grande occasione di incontro, partecipazione e condivisione.»