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POLLENA TROCCHIA – Emergono particolari sempre più inquietanti sul duplice omicidio scoperto nel cantiere abbandonato di viale Italia, dove nel weekend sono stati trovati i corpi senza vita di due donne. A confessare il delitto sarebbe stato Mario Landolfi, 49 anni, residente a Sant’Anastasia, fermato dai carabinieri nella mattinata di ieri.
Secondo quanto trapela dagli ambienti investigativi, l’uomo avrebbe ammesso le proprie responsabilità davanti ai militari dell’Arma. Le vittime sarebbero una donna di 29 anni originaria del Casertano e una 49enne di origini ucraine. Entrambe, secondo le indagini, esercitavano la prostituzione.
Gli investigatori ritengono che i delitti siano avvenuti in due momenti distinti durante lo scorso fine settimana. Le donne sarebbero state spinte nel vuoto da un’altezza di circa due piani all’interno del palazzo in costruzione, precipitando nel piano seminterrato del cantiere.
In un primo momento Landolfi avrebbe parlato di legittima difesa, sostenendo di aver reagito durante una colluttazione. Una versione che, però, non avrebbe convinto gli investigatori. Successivamente, davanti ai carabinieri, avrebbe pronunciato parole agghiaccianti:
“Le ho gettate nel vuoto per non pagarle”.
Un dettaglio che ha colpito gli investigatori riguarda il momento del fermo: quando i militari hanno bussato alla sua porta, l’uomo indossava ancora una maglietta sporca di sangue, presumibilmente appartenente all’ultima vittima.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Nola, stanno cercando ora di ricostruire con precisione le ultime ore delle due donne e il movente esatto del duplice omicidio. Non si esclude che le vittime possano aver agonizzato dopo la caduta.
Intanto emergono anche elementi sulla vita dell’indagato. Secondo quanto riferito dalla moglie ai carabinieri, Landolfi era disoccupato, percepiva il reddito di inclusione e svolgeva occasionalmente lavori in nero. Sempre stando alle testimonianze raccolte, avrebbe fatto anche uso di sostanze stupefacenti.
Il cantiere dove sono stati trovati i corpi era da anni in stato di abbandono ed era diventato nel tempo rifugio di senzatetto e luogo frequentato da persone dedite al consumo di droga. Ora quell’edificio incompiuto è al centro di una delle pagine di cronaca più drammatiche degli ultimi mesi nel Napoletano.
