Un medico italiano dimostrò che l’orecchio non contiene aria: corretta una teoria durata 2.000 anni

Un medico italiano dimostrò che l’orecchio non contiene aria: corretta una teoria durata 2.000 anni

Per oltre duemila anni la medicina europea ha creduto a un errore. Dall’epoca di Aristotele, nel IV secolo a.C., si era convinti che il labirinto dell’orecchio interno fosse pieno d’aria. Un’idea mai realmente messa in discussione, tramandata nei testi, insegnata nelle università, accettata come verità assoluta da generazioni di studiosi.

Poi, nel 1761, arrivò una semplice intuizione destinata a cambiare tutto.

Domenico Cotugno, medico originario di Ruvo di Puglia e docente di anatomia all’Università di Napoli, decise di verificare quella convinzione con un esperimento tanto elementare quanto decisivo. Prese un orecchio umano dissezionato e lo immerse in acqua.

Il risultato fu sorprendente nella sua evidenza: nessuna bolla. Il labirinto non conteneva aria, ma liquido. Una scoperta che smentiva secoli di teoria anatomica e apriva una nuova comprensione del funzionamento dell’orecchio interno.

Cotugno raccolse i risultati delle sue ricerche nel trattato in latino De aquaeductibus auris humanae internae, un’opera articolata e rigorosa, frutto di numerose dissezioni e osservazioni dirette. La sua dimostrazione era chiara, replicabile e scientificamente ineccepibile.

Ma il contributo del medico pugliese non si fermò lì.

Pochi anni dopo, nel 1764, applicando lo stesso approccio osservativo, Cotugno compì un’altra scoperta fondamentale: individuò il liquido cerebrospinale, il fluido che circonda e protegge cervello e midollo spinale. Ancora oggi, in suo onore, viene definito “liquor cotunnii”.

In meno di un decennio, un medico del Sud Italia riuscì a mettere in discussione convinzioni consolidate da millenni e a contribuire in maniera decisiva allo sviluppo della medicina moderna.

La sua storia dimostra come, talvolta, le rivoluzioni più grandi nascano da domande semplici e da gesti apparentemente banali. In questo caso, è bastato immergere un organo in acqua per cambiare il corso della scienza.