Al Relais Imperatrice di Flumeri convegno su “Custodire la bellezza e generare valore”

Al Relais Imperatrice di Flumeri convegno su “Custodire la bellezza e generare valore”

Sabato 11 aprile 2026, presso il Relais Imperatrice in contrada Santa Sofia a Flumeri (AV), si è svolto un interessante convegno promosso dalla dottoressa Floriana D’Ambrosio, presidente del Rotary Club Avellino Est Centenario (Distretto 2101), dal titolo: “Custodire la bellezza e generare valore – l’Irpinia come modello per le aree interne”.

L’iniziativa ha rappresentato un importante momento di confronto sul futuro delle aree interne, con particolare attenzione alle potenzialità dell’Irpinia. I lavori si sono articolati in diverse sessioni, aperte dai saluti istituzionali e dagli interventi di numerosi rappresentanti del mondo rotariano e istituzionale.

Tra i presenti: Floriana D’Ambrosio (presidente RC Avellino Est Centenario), Angelo Di Rienzo (governatore Distretto 2101 Rotary International), Alberto De Matteis (presidente RC Avellino), Fulvio Masi (presidente RC Avellino Ovest), Antonio Tranfaglia (presidente RC Taurasi), Franco Cioffi (presidente Commissione Rotary D2101 – Aree interne della Campania), Giuseppe Nardini (governatore eletto D2101) e Attilio Leonardo (governatore nominato D2101).

Le sessioni tematiche

La prima sessione, dedicata a “La bellezza: risorsa per il territorio”, ha visto gli interventi di Gerardo Capozza, presidente della Fondazione Sistema Irpinia, e di Adelina Picone, coordinatrice del Master di II livello interateneo sulle Strategie territoriali per le aree interne (STAI) dell’Università Federico II di Napoli.

Nel suo intervento, la docente ha illustrato il lavoro in corso per il Master Plan della Valle dell’Ufita, strumento strategico che punta a mettere a sistema progettualità legate allo sviluppo territoriale, con particolare attenzione all’area della futura stazione Hirpinia, ma anche a un territorio più ampio caratterizzato da risorse naturali, geositi e un importante patrimonio storico-culturale, che include castelli, musei, aree archeologiche e antiche vie consolari come l’Appia.

La seconda sessione, “Il valore della bellezza: l’Irpinia nel mondo”, ha visto la partecipazione di Renato Bruno (CEO Bruno Generators Group – BGG Spa), Milena Pepe (CEO Tenuta Cavalier Pepe) e Tullio Bongo, direttore amministrativo dell’Istituto di Ricerche Genetiche BIOGEM.

Particolarmente significativo l’intervento di Renato Bruno, che ha sottolineato come lo sviluppo delle aree interne non debba limitarsi al “restare”, ma debba prevedere anche la capacità di “andare e tornare”, acquisire esperienze fuori e poi rientrare, oltre ad attrarre risorse e competenze dall’esterno. «La differenza – ha evidenziato – la fanno le radici».

Musica e conclusioni

A impreziosire l’evento è stato l’intervento musicale del maestro Massimo Signorini, concertista e docente di fisarmonica presso il Conservatorio “D. Cimarosa” di Avellino.

I lavori si sono aperti con l’Inno nazionale di Mameli, ascoltato in silenzio dai partecipanti, e si sono conclusi con l’intervento del governatore Angelo Di Rienzo, che ha ringraziato la presidente D’Ambrosio per l’ottima organizzazione dell’iniziativa.

Il ruolo del Rotary

Al termine dell’evento, la presidente Floriana D’Ambrosio ha sottolineato il ruolo del Rotary come spazio di confronto e condivisione:

«Il Rotary non vuole sostituirsi alle istituzioni, ma rappresentare un ponte tra i diversi livelli di governance, favorendo il dialogo tra enti, associazioni e comunità. Il nostro obiettivo è mettere a disposizione competenze e idee per valorizzare il territorio e affrontare le fragilità trasformandole in opportunità».

Un modello per il futuro

L’evento si è distinto per l’alto livello dei contenuti e degli interventi, configurandosi come uno dei momenti di confronto più rilevanti per la Valle Ufita e l’Alta Irpinia.

Un contributo importante al dibattito sullo spopolamento e sul lavoro nelle aree interne, temi complessi che – come emerso – non possono essere affrontati con logiche assistenzialistiche, ma richiedono visione, progettualità e valorizzazione delle risorse locali.

Non a caso, tra i riferimenti citati, il volume “Si può fare!”, dedicato alla storia imprenditoriale della famiglia Bruno, esempio concreto di sviluppo partito dal territorio e capace di affermarsi a livello internazionale.

Perché, come emerso con forza nel corso del convegno, la differenza la fanno le radici.

Carmine Martino

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