Ombre e dubbi sulla gestione dell’istituto per ciechi Sant’ Alessio di Roma 

Ombre e dubbi sulla gestione dellistituto per ciechi Sant Alessio di Roma 

In questi giorni da un profilo Facebook sono state esposte a tutti, alcune importanti criticità, che riguarderebbero l’istituto Sant’Alessio di Roma considerato fino a poco tempo fa “una eccellenza” nella gestione di persone non vedenti, ragazzi, giovani ed adulti. Sembrerebbe, che negli ultimi mesi si registra per l’istituto in questione una notevole decurtazione  di flussi finanziari, legati all’assistenza ed alle cure per non vedenti in convitto. Sarebbero state notevolmente ridimensionate le risorse professionali di medici e paramedici che sarebbero causa di un notevole abbassamento dei livelli medi di vivibilità all’interno della struttura. Si dichiarerebbe di persone non vedenti in avanzata età che si troverebbero ai limiti “dell’abbandonoassistenziale e sanitario”, nonché di una notevole riduzione delle attività di supporto alla didattica per non vedenti in età scolare. Addirittura, sarebbero stati del tutto cancellati i finanziamenti, che consentirebbero ai disabili visivi di ottenere libri in Braille per lo studio. Solleviamo la nostra voce di “allarme” a favore di coloro che “non hanno voce” ed al fianco delle loro famiglie,  affinché l’inclusione non sia soltanto un fatuo concetto ed un vuoto pensiero, che mettono a forte repentaglio i dettami legislativi a favore delle persone disabili “considerate cittadini di pari dignità” .
Vincenzo Serpico