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NAPOLI – Un improvviso aumento dei casi di epatite A sta mettendo sotto pressione il sistema sanitario campano, con decine di ricoveri registrati nelle ultime settimane presso l’ospedale Cotugno, centro di riferimento per le malattie infettive.
Secondo i dati più recenti, sono oltre 40 i pazienti attualmente ricoverati, con un totale che sfiora la cinquantina considerando anche i nuovi accessi al pronto soccorso.
Un numero definito “insolito” dagli specialisti, soprattutto per il periodo dell’anno: a marzo, infatti, i casi di epatite A risultano generalmente contenuti e di lieve entità.
Reparti pieni e pazienti sulle barelle
La crescita dei ricoveri ha portato a un forte affollamento della struttura. I medici parlano di una fase acuta, con reparti saturi e pazienti gestiti anche su barelle in pronto soccorso.
Tra i casi più seri, quello di un uomo di 46 anni trasferito in un altro ospedale per insufficienza epatica severa, con la possibilità di un trapianto.
Nonostante il quadro, la direzione sanitaria invita alla cautela nel parlare di emergenza: la situazione viene definita “sotto controllo” e gestibile dal punto di vista clinico e organizzativo.
Oltre 130 casi da inizio anno
Il fenomeno è comunque significativo: in Campania si contano almeno 133 casi dall’inizio del 2026, dato che ha spinto la Regione a rafforzare le misure di prevenzione e controllo.
Le autorità sanitarie hanno intensificato le verifiche lungo tutta la filiera alimentare, coinvolgendo ASL e istituti di controllo, con particolare attenzione ai prodotti ittici.
Sotto accusa i frutti di mare
Tra le ipotesi principali sulla diffusione del virus c’è il consumo di molluschi crudi o poco cotti, come cozze e vongole, tradizionalmente più diffuso durante le festività ma ora fuori stagione.
L’epatite A si trasmette infatti per via oro-fecale, attraverso cibi o acqua contaminati, ma anche tramite contatto con persone infette.
Gli esperti invitano quindi a evitare alimenti crudi e a prestare particolare attenzione all’igiene domestica e personale.
Un altro elemento critico è la scarsa diffusione del vaccino, che in Italia non è obbligatorio per tutta la popolazione. Gli specialisti sottolineano come una maggiore copertura vaccinale potrebbe ridurre significativamente i contagi.
Attenzione alta in vista delle festività
Con l’avvicinarsi della Pasqua e delle tradizioni culinarie legate al consumo di pesce, le autorità sanitarie mantengono alta la soglia di allerta.
L’obiettivo è evitare che il focolaio si trasformi in una diffusione più ampia, puntando su informazione, controlli e comportamenti prudenti.