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Un viaggio carico di emozione e significato quello vissuto dagli 83 rappresentanti dell’associazione “La Rosamarina” di Santo Stefano del Sole, che hanno partecipato all’udienza generale del mercoledì in Piazza San Pietro incontrando Papa Leone XIV.
La delegazione irpina ha raggiunto Roma per portare in Vaticano una delle tradizioni più sentite del paese, quella legata al Rosmarino Pasquale e alla devozione per San Vito Martire. Un momento particolarmente intenso per i partecipanti, che hanno potuto vivere da vicino uno degli appuntamenti più importanti del calendario del Santo Padre.
La tradizione portata a Roma
L’iniziativa è stata promossa dall’associazione La Rosamarina, nata con l’obiettivo di preservare e valorizzare una tradizione popolare che ogni anno, la domenica di Pasqua, coinvolge l’intera comunità di Santo Stefano del Sole.
In quell’occasione gruppi di giovani e volontari percorrono le strade del paese e delle frazioni con organetti, tamburi e strumenti a percussione in legno, raccogliendo offerte destinate all’organizzazione dei festeggiamenti dedicati a San Vito Martire, che si tengono l’ultima domenica di agosto. Una tradizione che affonda le sue radici nel 1814 e che ancora oggi rappresenta un forte momento di identità collettiva.
L’esibizione davanti al Pontefice
Durante l’incontro in Vaticano, alcuni ragazzi della delegazione hanno anche suonato gli strumenti tradizionali davanti al Papa, offrendo una piccola dimostrazione della tradizione musicale legata al Rosmarino Pasquale.
Il Pontefice ha accolto con interesse e simpatia l’iniziativa, ricevendo anche alcuni doni simbolici portati dalla delegazione irpina.
I doni consegnati al Papa
Tra gli omaggi consegnati al Santo Padre una raffigurazione artistica di San Vito Martire, realizzata dall’artista Renato De Vingo, oltre a prodotti tipici locali e alla maglietta dell’associazione La Rosamarina.
Un momento particolarmente significativo è stato anche quando il Papa ha firmato un tamburo decorato con l’immagine di San Vito, creato dal maestro Antonio De Lucia, diventato così un ricordo simbolico di questa giornata speciale.
Un’esperienza da ricordare
Per i partecipanti è stata un’esperienza intensa, vissuta con grande partecipazione e orgoglio, che ha permesso di portare in Vaticano una tradizione popolare irpina e far conoscere la storia di una comunità profondamente legata alla propria fede e alle proprie radici.
