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Tra poco più di dieci giorni saremo tutti chiamati ad esprimerci come cittadini tramite lo strumento referendario, in merito alla riforma sull’ordinamento giurisdizionale voluta dal Governo Meloni , che riguarda principalmente la seconda parte della cartacostituzionale e specificamente il titolo quarto. Il dibattito delle ultime settimane , soprattutto da parte delle forze politiche di entrambi gli schieramenti in campo non aiuta i cittadini nella comprensione degli aspetti delle modiche prospettate cosi’ come prospettata , ingenerando confusione tra gli elettori . Bisogna rimanere sui temi veri, spiegando bene il perimetro entro il quale ci muoviamo
In primo luogo ci troviamo di fronte ad un Referendum disciplinato dall’art 138 e non dall’art 75 della Costituzione, un referendum che per la sua validità non prevede nessun quorum. Le modifiche prevedono la separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante , la previsione di due CSM distinti e la istituzione della Alta Corte Disciplinare a cui viene attribuito il potere disciplinare e sanzionatorio nei confronti dei magistrati.
E in ultimo l’introduzione del sorteggio dei magistrati dei CSM e Alta Corte. Su queste modifiche è lecito dibattere e confrontarsi rimanendo sul merito , evitando approcci ideologici , perché’ si tratta di materia tecnica da far comprendere ai cittadini che sono gia’ disorientati rispetto al dibattito quotidiano che travalica il merito della riforma .
Un sano confronto tra i sostenitori del SI e quelli del NO aiuterebbe il cittadino in una scelta libera, consapevole e informata su come votare. Ben vengano le attività divulgative e informative sul quesito referendario , soprattutto da parte di magistrati, avvocati e operatori del diritto, evitando scontri e lacerazioni tra il mondo della magistratura e della avvocatura , in un momento gia’ difficile per il sistema giustizia e per gli stessi rapporti tra i poteri dello Stato. Occorre un confronto pacato e sul merito della riforma.
Infine, il Legislatore futuro dovrebbe ragionare se togliere o meno una materia cosi’ tecnica e delicata dalla competizione del Referendum. La partecipazione dei cittadini è sempre un bene se questa è accompagnata da una scelta veramente consapevole e libera.
Rimarcando che la buona amministrazione della giustizia è un bene e un diritto di ciascun cittadino, non è un affare solo politico , si spera che si possa recuperare un confronto civile e democratico sui temi oggetto della riforma.
Marco Grossi Vice Sindaco del Comune di Grottolella