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AVELLINO — Il confronto nel centrosinistra avellinese si accende ancora prima dell’apertura ufficiale del tavolo politico. A far emergere le tensioni è il nome dell’imprenditore Walter Giordano, indicato nelle ultime settimane come possibile candidato sindaco del cosiddetto campo largo alle prossime elezioni comunali.
A innescare la polemica è stata una nota con cui lo stesso Giordano ha manifestato disponibilità a scendere in campo, precisando tuttavia di essere interessato esclusivamente a una candidatura sostenuta da una coalizione ampia di centrosinistra. Una presa di posizione che, invece di compattare le forze politiche, ha provocato una reazione immediata in diversi settori della sinistra cittadina.
Tra i primi a intervenire è stato Antonio Gengaro, riferimento della sinistra locale, che ha criticato apertamente l’ipotesi di una candidatura calata dall’alto. «A cosa serve convocare il tavolo del campo largo – ha osservato – se nel frattempo c’è già un aspirante candidato che prova ad autoaccreditarsi da destra a sinistra come futuro sindaco della città?».
Gengaro ha inoltre sollevato il tema di un possibile conflitto di interessi, ricordando il ruolo dell’azienda di famiglia di Giordano nel settore funerario cittadino, che secondo l’esponente politico gestirebbe servizi per conto del Comune. Un passaggio accompagnato da un paragone polemico con la stagione politica di Silvio Berlusconi, utilizzato per denunciare il rischio di una sovrapposizione tra interessi economici e ruolo pubblico.
A rafforzare il fronte critico è arrivata anche una nota congiunta delle associazioni e dei gruppi della sinistra civica, tra cui UP, Si Può e Controvento, che hanno espresso forte perplessità sulla modalità con cui si sta costruendo il percorso politico del centrosinistra.
Secondo i firmatari del documento, la decisione di convocare inizialmente il tavolo della coalizione limitandolo ai segretari provinciali dei partiti rappresenterebbe un errore politico. «È paradossale – scrivono – che proprio le associazioni che negli ultimi anni hanno animato la vita pubblica cittadina vengano escluse da un confronto che dovrebbe essere aperto e partecipato».
Nel documento si parla di una scelta «miope e autoreferenziale», che potrebbe nascondere l’intenzione di arrivare al tavolo con una soluzione già definita, destinata solo a essere ratificata dagli altri interlocutori.
Dietro le critiche, più che la figura di Giordano, molti osservatori individuano come destinatario politico il consigliere regionale Maurizio Petracca, tra i primi sostenitori della candidatura dell’imprenditore di Borgo Ferrovia. Una posizione che nelle settimane scorse aveva già provocato attriti interni al fronte progressista.
A complicare ulteriormente il quadro politico ha contribuito anche un recente episodio raccontato negli ambienti cittadini: un incontro informale tra Nicola Giordano, esponente della sinistra avellinese, e lo stesso Walter Giordano, che sui social aveva ricordato gli anni trascorsi in consiglio comunale all’opposizione dell’ex sindaco Gianluca Festa. Un pranzo che, dal punto di vista politico, non è stato accolto con entusiasmo da parte di diversi esponenti del centrosinistra.
Nel frattempo, altre forze dell’area progressista osservano con prudenza gli sviluppi. Movimento 5 Stelle e gruppo Alaia restano per ora alla finestra, consapevoli che la loro posizione potrebbe risultare determinante nei delicati equilibri della coalizione.
Il risultato è un campo largo che appare diviso prima ancora di sedersi al tavolo, con una partita politica appena iniziata ma già segnata da tensioni interne e diffidenze reciproche.