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Il Tribunale Ordinario di Nola ha accolto un ricorso d’urgenza presentato dai genitori di un minore con disabilità, ordinando al Comune di Roccarainola e al Comune di Nola, capofila dell’Ambito Sociale 23, di dare immediata esecuzione al Piano Educativo Individualizzato (PEI), garantendo l’assistenza specialistica prevista per 10 ore settimanali.
L’ordinanza, emessa il 1° marzo 2026, riconosce la sussistenza sia del fumus boni iuris sia del periculum in mora, ritenendo fondato il diritto fatto valere e concreto il rischio di un danno irreparabile legato al decorso dell’anno scolastico.
Il diritto allo studio come diritto fondamentale
Nel provvedimento si ribadisce che il diritto all’istruzione delle persone con disabilità rientra tra i diritti fondamentali tutelati dalla Costituzione, dalle normative nazionali e dalle convenzioni internazionali. Una volta adottato il PEI, l’amministrazione è obbligata a garantire integralmente le ore di sostegno e i servizi programmati, senza poterli ridurre per carenza di risorse.
La mancata attuazione del piano si traduce in una lesione del diritto alla pari opportunità nella fruizione del servizio scolastico e può configurare una forma di discriminazione indiretta.
L’urgenza dell’intervento
Il Tribunale ha evidenziato come il tempo sia un elemento decisivo: le ore di assistenza non fruite non possono essere recuperate successivamente, determinando un pregiudizio non integralmente risarcibile. Per questo è stata riconosciuta la necessità di un intervento immediato.
È stato quindi ordinato ai Comuni coinvolti di garantire senza ulteriore ritardo l’assistenza specialistica per l’autonomia e la comunicazione, nelle modalità stabilite dal PEI, così da consentire al minore di frequentare la scuola in condizioni di effettiva parità rispetto ai compagni.
Termine perentorio e penale per il ritardo
Il giudice ha fissato un termine per l’adempimento e disposto una penale di 50 euro per ogni giorno di ritardo nell’esecuzione del provvedimento, oltre alla condanna alle spese della fase cautelare.
La decisione rappresenta un passaggio significativo nella tutela concreta del diritto allo studio, riaffermando il principio che l’inclusione scolastica non può restare un principio formale, ma deve tradursi in servizi effettivi, tempestivi e adeguati.