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Altro che disservizi, qui siamo alla resa totale.
Nel Baianese la situazione delle Poste è diventata il simbolo di un territorio lasciato indietro, ignorato, quasi dimenticato. A denunciarlo con parole dure, senza giri di parole, è il dottor Salvatore Alaia, due volte sindaco di Sperone, che punta il dito contro quella che definisce “l’indifferenza e il cinismo” della Direzione provinciale di Avellino di Poste Italiane.
E il problema non è solo uno. È un accumulo.
Sanità che arranca, trasporti insufficienti, servizi sociali deboli, agricoltura e turismo poco sostenuti, viabilità complicata, ambiente trascurato. E come se non bastasse, anche i servizi postali fanno acqua da tutte le parti. Mancano dipendenti, mancano risposte, mancano soluzioni. Ma soprattutto manca il rispetto per i cittadini.
Il caso dei Postamat è emblematico. Funzionano solo di mattina. Nel pomeriggio? Buio totale. Se hai un’auto, te la cavi andando altrove. Se non ce l’hai, arrangiati. Oppure prova a raggiungere un altro comune, come Tufino, e spera di riuscirci. Nel 2026.
E allora la domanda, che è anche uno sfogo, diventa inevitabile: è normale tutto questo? È normale che un territorio debba vivere così? È normale che chi dovrebbe rappresentarlo resti in silenzio?
Perché il punto non è solo Poste Italiane. Il punto è il silenzio attorno. Il vuoto istituzionale. L’assenza di una voce forte che dica basta.
Qui non si parla più di disagi, ma di dignità. Di cittadini che pagano servizi che non ricevono. Di comunità che si sentono abbandonate.
E allora sì, forse qualcuno penserà che è tutto normale. Che “va bene così”. Ma se questa è la normalità, allora non resta che prenderne atto: il Baianese sta scivolando sempre più giù. E la cosa più grave è che sembra non importare a nessuno.