Candelora, la comunità LGBTQIA+ si ritrova a Mercogliano: fede e resistenza ai piedi di Montevergine

Candelora, la comunità LGBTQIA+ si ritrova a Mercogliano: fede e resistenza ai piedi di Montevergine

Arrivi in pullman e in auto da ogni angolo della Campania: così la comunità LGBTQIA+ ha risposto all’appuntamento con la Candelora, celebrata quest’anno lontano dal Santuario di Montevergine, ancora inaccessibile dopo la frana del 25 novembre scorso. La messa si è svolta nella chiesa dell’Annunziata di Mercogliano, diventata per un giorno luogo di incontro, preghiera e memoria condivisa.

A presiedere la celebrazione è stato don Vitaliano Della Sala, che ha accolto i membri dell’Associazione Trans Napoli e delle altre realtà associative presenti. Una partecipazione sentita, nata dal desiderio di stringersi simbolicamente a chi ha subìto violenze e discriminazioni per aver rivendicato la propria identità.

Durante la funzione si è vissuto un momento inedito e carico di significato: per la prima volta alcuni femminielli hanno raggiunto l’altare per leggere brani sacri e invocazioni, segnando un passaggio storico nel rapporto tra tradizione religiosa e comunità marginalizzate.

L’iniziativa, sostenuta da ATN, dall’associazione Per grazia ricevuta e da numerosi gruppi del territorio, è stata ribattezzata “Candelora della Resistenza”. Un nome che richiama la necessità di esserci, oggi più che mai. «Ritrovarsi è stato fondamentale – spiega Ileana Capurro, presidente dell’Associazione Trans Napoli – per continuare a riconoscerci ai piedi del monte sacro, nel segno di Mamma Schiavona».

La Candelora 2026 si è svolta senza il tradizionale pellegrinaggio verso Montevergine, senza i canti che accompagnano la salita tra i boschi. Ma il senso profondo della ricorrenza è rimasto intatto: una comunità che sceglie di non arretrare, una tradizione che si adatta senza spezzarsi, una fede che continua a trovare spazio anche quando il cammino è interrotto.