“La murga del mare”, poesia di Nando Silvestri tra Cilento e Maratea

“La murga del mare”, poesia di Nando Silvestri tra Cilento e Maratea

“La murga del mare” è una poesia scritta da Nando Silvestri e recitata dalla cantante Roberta Andreozzi, un omaggio lirico al mare del Cilento e a quello di Maratea, luoghi sospesi tra mito, natura e memoria ancestrale.

Il testo si apre con una visione cosmica e notturna, in cui il mare si tinge d’ombra e diventa entità viva, primordiale, capace di assorbire cielo, nuvole e luce. Le immagini poetiche si susseguono con forza evocativa: creste d’argento, anfratti inghiottiti dal tempo, essenze inebrianti e fragori che trasformano l’acqua in un teatro sacro, quasi rituale.

La “murga”, richiamo arcaico e tribale, riecheggia nella brezza come un presagio, annunciando diluvi, danze, bagliori improvvisi e visioni corali. Il mare si erge allora come un gladiatore, fiero e maestoso, simbolo di potenza indomabile ma anche di protezione e rinascita. In questo scenario, la figura femminile emerge come dea-sirena, incarnazione sensuale e spirituale della natura stessa, capace di unire carne e mito, terra e acqua.

La poesia è attraversata da una musicalità interna intensa, fatta di ritmo, ripetizioni e immagini sinestetiche, che trovano nella recitazione di Roberta Andreozzi una dimensione ulteriore. La sua voce accompagna il testo come un’onda, alternando dolcezza e impeto, rendendo la parola poetica materia viva e sonora.

“La murga del mare” è un rito celebrativo, un canto arcaico che affonda nelle radici del Mediterraneo e restituisce al mare il suo ruolo di custode di segreti, passioni e memorie. Un viaggio poetico in cui natura e uomo si riconciliano, almeno per un istante, nel respiro profondo dell’acqua.