Scuola Superiore di Polizia, inaugurato a Roma l’anno accademico

Scuola Superiore di Polizia, inaugurato a Roma l’anno accademico

Si è svolta a Roma l’inaugurazione dell’anno accademico 2025/2026 della Scuola Superiore di Polizia, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del capo della Polizia Vittorio Pisani. Un appuntamento di grande rilievo istituzionale che segna l’avvio del percorso formativo per 275 commissari della Polizia di Stato, chiamati a rappresentare la futura classe dirigente della sicurezza pubblica nel Paese.

A darne notizia è stato lo stesso ministro Piantedosi, che ha affidato a un post su Facebook il significato dell’evento: «Un onore aver inaugurato a Roma l’anno accademico della Scuola Superiore di Polizia. La sicurezza è una domanda concreta a cui rispondiamo anche con la formazione. Ai 275 commissari che affronteranno questo percorso, e che già hanno scelto di dedicare la propria vita al servizio del Paese, va il mio più sentito in bocca al lupo per questa nuova sfida».

La cerimonia è stata introdotta dal direttore della Scuola Superiore di Polizia, Mario Viola, seguita dalla testimonianza del commissario Costanza Spadoni, intervenuta a nome dei corsisti. Il percorso formativo – di livello post-universitario – integra competenze giuridiche, manageriali e tecnico-operative, preparando i futuri dirigenti a ricoprire incarichi di responsabilità fino alle più alte funzioni di Autorità provinciale di pubblica sicurezza. Da segnalare che la metà dei frequentatori è composta da donne.

L’apertura dell’anno accademico coincide con l’avvio del 113° corso bis e del 114° corso per commissari della Polizia di Stato, che seguiranno anche il master in “Organizzazione, management pubblico e leadership nella pubblica sicurezza”, affidato alla Luiss School of Government.

Nel suo intervento inaugurale, il ministro Piantedosi ha sottolineato: «La sicurezza è una domanda concreta dei cittadini cui si risponde anche con la formazione. Il tema del bilanciamento tra privacy e diritto all’informazione è complesso, ma si gioca sul rispetto della legge e sull’importanza di garantire una corretta conoscenza dei fatti. Preparare professionisti capaci di operare con misura e responsabilità è fondamentale: la professionalità degli operatori è la prima garanzia per i cittadini».