Fontanarosa (AV): sportello anti-violenza nelle scuole contro il Bullismo

Fontanarosa (AV): sportello anti violenza nelle scuole contro il Bullismo

  Fontanarosa (AV): sportello anti violenza nelle scuole contro il BullismoL’ICS “Luigi Di Prisco” di Fontanarosa (AV), insieme alle scuole di S’Angelo all’Esca, Taurasi e Luogosano, ha organizzato, Presso il Museo Civico del paese, un dibattito per discutere e sensibilizzare la popolazione, giovanile e non, su un tema ancora oggi al centro di snodi socio-giuri-politici: il Bullismo.

La dirigente scolastica, dott.ssa Antonella De Donno, ha contagiato con il suo entusiasmo tutti i ragazzi e gli insegnanti con questo progetto che ha coinvolto scuola e istituzioni. Sono intervenuti esperti nel settore, come gli avvocati Petrone Grazia e Girardi Francesca, del Foro di Benevento, il dott. Tedesco Michele, psicologo di Taurasi, e la dott.ssa Barbara Fusco, Life Coach Umanista specializzata in adolescenza e genitorialità.

La schiera di ragazzi presenti, insieme alle loro maestre, alle famiglie e ai rappresentanti delle forze dell’ordine, avevano trattato questa tematica fra i banchi di scuola, dove si verificano la maggior parte delle situazioni di violenza e prevaricazione bullista. Il “bullo” è colui che esercita una coercizione fisica o psicologica, su coetanei e non, al fine di far prevalere la propria figura e la propria volontà sugli altri.

Ma da cosa dipende tutto ciò? Perché lui o lei ha questo comportamento? Le spiegazioni possono essere molte: prepotenza caratteriale, scarso rispetto del prossimo, ambito familiare non sereno, scarsa comunicazione tra i familiari, bisogno personale di affermazione a tutti i costi, a volte malinteso bisogno di affetto e attenzioni, esempi o eroi da seguire sbagliati.

Fontanarosa (AV): sportello anti violenza nelle scuole contro il BullismoDi tutto un po’; ogni singola situazione elencata, insieme a tante altre non citate, influiscono sul risultato finale, cioè scatenare nel “bullo” quella spirale di violenza e prevaricazione, unica valvola di sfogo per il suo malessere interiore.

Abbiamo in animo di aprire uno sportello anti-violenza – ha subito detto la dott.ssa De Donno, rivolgendosi ai professionisti e a tutti i presenti al dibattito – perché è necessario andare incontro a coloro i quali sul territorio potrebbero trovarsi a vivere momenti di disagio e dotare la scuola di una figura di riferimento, come uno psicologo, a cui rivolgersi in caso ci si dovesse trovare in queste particolari condizioni”.

Questo progetto è estremamente stimolante, perché può dare un punto di riferimento a ragazzi, vittime, che non sanno come affrontare il problema, vivono uno stato di disagio esistenziale e sono incapaci di reagire e chiedere aiuto.

Fontanarosa (AV): sportello anti violenza nelle scuole contro il BullismoPuò al tempo stesso creare un momento di confronto ed autoesame per coloro che invece sono i cosiddetti “bulli” e portarli a considerare che sono i primi perdenti in questo gioco in cui i rapporti interpersonali sani, cordiali e rispettosi, sono sostituiti dal silenzio della violenza materiale e verbale e della prevaricazione.

Forse è nella natura umana prevaricare sugli altri, come dimostra la nostra storia e come dicevano grandi uomini, da Plauto (Asinaria) a Darwin (selezione naturale).

Lo stesso Thomas Hobbes, nella sua opera De cive, afferma che gli uomini, soggiogati dall’egoismo, si combattono l’un l’altro per sopravvivere. Secondo una corrente di pensiero, che sembra ripercorrere un po’ le orme dei filosofi greci, ogni persona ha in sé una componente di eros (parte passionale o istintiva dell’essere) e thymos (parte cosciente o personalissima dell’essere).

Nello sviluppo della persona ed in particolare nell’età adolescenziale (10-18 anni, secondo gli ultimi dati), se manca l’equilibrio tra questi due fattori, lo sviluppo della sola componente passionale annulla quella dei valori timotici (amor proprio, valori familiari, etc.). Il bullo, quindi, nascerebbe dalla mancanza di questo equilibrio interiore, dovuto alla mancanza che egli avverte sulle risposte timotiche per la crescita della propria responsabilità. Come spiegato e sostenuto dalla Dott.ssa FuscoÈ necessario l’impegno di tutti, dalle famiglie alle scuole ed anche dalle istituzioni, per impedire che questo errato modo di porsi si verifichi, donando un sorriso e tendendo la mano a chi è in difficolta”.

Fontanarosa (AV): sportello anti violenza nelle scuole contro il BullismoIl bullismo parte o può partire già dal nucleo familiare, in quanto l’età evolutiva che attraversa il ragazzo adolescente comporta direttamente o indirettamente anche l’evoluzione del nucleo familiare, o la sua involuzione (e quindi il malessere della persona).

Altri fattori scatenanti, come sostiene il Dott. Michele Tedesco possono essere il bisogno di nascondersi (muoversi nella zona d’ombra) per non mostrare la propria fragilità o anche dal fatto che la persona, per emergere in una società sempre più egoistica e narcisistica, voglia farsi accettare dal gruppo, individuando e perseguitando il debole o il diverso per paura di essere lui il diverso e, quindi, essere isolato.

Non capisce che così diventa incapace di mettersi in gioco ed impegnarsi, annullando se stesso e tutti quelli che lo circondano, creando degrado culturale e personale e finendo poi per essere, creare o rivolgersi a figure poco raccomandabili, come politici corrotti, imprenditori senza scrupoli e chi più ne ha più ne metta.

Il sorriso e l’unione possono essere armi molto potenti per prevenire non solo il fenomeno del bullismo inteso nel suo significato più intimo, ma anche per poter evitare conseguenze ben peggiori.

Come detto nel suo intervento l’Avv. Francesca Girardi, il bullismo può essere il preludio a situazioni ben più tragiche e lesive per le persone coinvolte; spesso infatti gli adolescenti iniziano perseguitando i compagni per finire in circoli ancora più oscuri e melmosi.

Ragazzi – ha esordito l’avvocato rivolgendosi ai presenti – mi sono trovata spesso ad assistere, e anche a dirimere, situazioni spinose che riguardavano ragazzi come voi o poco più grandi e ho sempre ritenuto che fosse triste vederli condannati o anche prender parte a programmi rieducativi. Non si giustifica la violenza in nessuna sua forma; voi siete il futuro e dovete andare oltre, non fare bullismo violento, ma il bullismo delle regole, inteso come espressione di libertà e capacità di imporre le giuste regole”.

Ma le regole, oggigiorno, vengono addomesticate a proprio piacere. Sempre di meno ci si parla per risolvere personalmente le questioni e sempre di più si ricorre agli avvocati; da un lato le famiglie, mosse da nobili sentimenti e da una sempre più accecate esigenza di protezionismo, dall’altro un mondo fuori dai binari della normalità, dove tutti lottano come se ne andasse della propria vita.

Il tutto potrebbe risolversi chiarendosi, venendosi incontro e discutendo una possibile e pacifica soluzione? Le azioni dei bulli sembrano “normali” agli occhi di chi le compie, ma gli stessi non si rendono conto delle amare esperienze a cui vanno incontro (danni alla propria immagine, a quella familiare, sociale ed inevitabilmente economica).

Su questi punti si è fatta sentire anche l’Avv. Grazia Petrone che nel suo intervento ha detto: “Quando per il mio lavoro ho avuto a che fare con situazioni del genere, ho domandato ai diretti interessati cosa li avesse spinti a fare ciò che avevano fatto. La riposta è quasi sempre stata: «PER NOIA». Sono anche una mamma, e quello che mi sento di dire è che bisogna dare maggior peso ai valori e avere il coraggio di reagire”.

Alla chiusura del dibattito uno dei ragazzi, che leggevano per gli esperti, ha letto un bigliettino anonimo dove si raccontava un atto di bullismo subìto. Erano presenti i membri del corpo di polizia in sala e speriamo abbiano recepito il giusto, anche se flebile, messaggio d’aiuto.

Reagire, prevenendo. Non avere paura di denunciare, non creare inutili dissidi con chi, fondamentalmente, è il tuo vicino, il compagno/a di banco, di lavoro, di vita.

Non bisogna metterci sempre gli uni contro gli altri, alla berlina e rimettere decisioni cruciali nelle mani di giudici, psicologi e assistenti sociali che, nonostante il principio del decidere quali buoni padri di famiglia, non possono travalicare la legalità né restare indifferenti, qualora fosse necessario.

Il bullismo va combattuto comprendendone le cause e cercando di prevenirne gli effetti.

La violenza distrugge ciò che vuole difendere: la dignità, la libertà, e la vita delle persone. (K. Wojtyla) 

LUIGI CASARELLA