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testo e foto Carmen Guerriero
A una settimana dalla sua scomparsa, il ricordo di Carmela Galeotalanza si posa nella memoria di chi l’ha conosciuta come una carezza lieve. Non c’è clamore nel suo nome, ma una presenza discreta e luminosa che continua a vivere nei gesti, nei ricordi, nei legami che ha saputo costruire con tutti, con la naturale eleganza del suo grande cuore.
Ella apparteneva a quella rara schiera di persone che attraversano la vita senza rumore, ma riescono a lasciare dietro di sé una traccia profonda di bene. Elegante nell’animo prima ancora che nei modi, sensibile e generosa, aveva fatto della propria esistenza una costante attenzione verso gli altri: donare tempo, ascolto, conforto. Senza mai cercare riconoscimenti, con quella semplicità autentica che è il segno delle persone di valore.
La sua è una storia semplice, e proprio per questo luminosa. Sesta di otto figli di Saverio Galeotalanza e Pasqualina D’Avanzo, trascorse la giovinezza nel palazzo di famiglia ad Avella, nel quartiere di Cortabucci — oggi San Romano — uno dei più antichi della cittadina campana. Tra stanze austere, soffitti alti e saloni intrisi di memoria, Carmela crebbe respirando il senso profondo della famiglia, della comunità e dei valori che avrebbero guidato tutta la sua vita.
Il suo carattere, sensibile ma determinato, la portò presto a guardare oltre i confini che la società del tempo sembrava tracciare per le donne. In un’epoca in cui il destino femminile appariva quasi naturalmente limitato ai ruoli tradizionali, Carmela scelse con coraggio una strada diversa. Studiò, lavorò, costruì la propria indipendenza con dignità e tenacia, passo dopo passo, senza mai perdere la sua gentilezza.

Profondissimo fu il legame con le sorelle, in particolare con Teresa e Anna, mia madre. Tra loro viveva un affetto che sembrava attraversare il tempo senza consumarsi: complicità, sostegno, risate condivise, giorni sereni che la memoria conserva come fotografie luminose. Nè il tempo, nè le miserie umane hanno mai potuto scalfire tutto quel bene.
Poi l’incontro con Tommaso. Un amore fatto di rispetto e tenerezza, nato da un corteggiamento gentile e paziente, che divenne matrimonio e famiglia. Con lui Carmela costruì una casa piena di affetto, arricchita dalla nascita dei figli Carmine, Luca e Nicola, amati con una dedizione profonda, e poi dalla gioia dei nipoti, che hanno illuminato gli anni più maturi della sua vita.
Con la sua scomparsa sembra chiudersi un tempo prezioso: quello dei sentimenti sinceri, delle parole che uniscono, dei gesti semplici ma pieni di significato. Mancherà la sua bontà gentile. Mancherà il suo sorriso, capace di rasserenare anche i giorni più difficili. Mancherà quella presenza discreta che si accorgeva di tutto senza bisogno di parole.
Ma Carmela lascia un’eredità preziosa: un esempio luminoso di umanità, di valori vissuti con naturalezza, di affetto sincero che continua a vivere nelle persone che l’hanno amata.
Negli ultimi giorni mi avevi chiesto: “Tienimi la mano quando dovrò andare via”. E quella mano, nel ricordo e nell’amore, continuo a stringerla ancora.
Perché certe presenze non se ne vanno davvero. Restano nel cuore, lievi come una carezza. Per sempre.