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La Rete Consumatori di Cittadinanzattiva Campania APS, coordinata dalla dottoressa Angela Marcarelli, è intervenuta nei giorni scorsi sull’imminente adeguamento delle tariffe idriche per il periodo 2024–2029, denunciando il mancato rispetto, da parte di Alto Calore Servizi S.p.A., delle delibere ARERA 665/2017/R/IDR e 639/2021/R/IDR. Secondo l’associazione, il gestore ha continuato ad applicare una fascia di consumo agevolata ferma a 40 metri cubi annui, ignorando l’obbligo – in vigore dal 2018 e definitivo dal 1° gennaio 2022 – di parametrarla al numero effettivo dei componenti del nucleo familiare, così da garantire a ciascun cittadino il quantitativo minimo vitale di acqua. “Questa omissione – spiega Marcarelli – ha prodotto bollette più onerose per migliaia di utenti e ha contribuito all’aumento della morosità. Per questo abbiamo chiesto che l’adeguamento tariffario venga approvato solo prevedendo contestualmente in bolletta la tariffa agevolata per nucleo familiare, con criteri analoghi a quelli già adottati per la TARI, e che si proceda al ricalcolo delle fatture emesse dal 2018 ad oggi”. Nella missiva, Cittadinanzattiva Campania ha inoltre richiamato le sanzioni ARERA per circa 4 milioni di euro inflitte ad Alto Calore Servizi negli ultimi anni per carenze e omissioni gestionali, sottolineando come tali criticità non possano tradursi in ulteriori aumenti tariffari a carico delle famiglie, fino al 9,95% annuo. Da qui la richiesta di un intervento immediato delle istituzioni competenti – EIC, Regione Campania e autorità d’ambito – a tutela dei consumatori e della regolarità dell’azione amministrativa. Nei giorni scorsi è giunta la risposta dell’Ente Idrico Campano, che ha chiarito come la deliberazione ARERA 665/2017/R/IDR abbia introdotto una struttura tariffaria obbligatoria per tutti i gestori del servizio idrico, prevedendo per le utenze domestiche una modulazione delle fasce di consumo in base al numero dei componenti del nucleo familiare, con una fascia agevolata pari a 18,5 metri cubi annui per persona. La delibera fissava un periodo transitorio fino al 1° gennaio 2022 per l’acquisizione dei dati sui nuclei familiari, consentendo in assenza di informazioni l’utilizzo di un valore medio pari a tre componenti. L’EIC ha riconosciuto che Alto Calore Servizi non ha ancora applicato la struttura tariffaria conforme alla normativa, a causa delle difficoltà economico-finanziarie che hanno caratterizzato la gestione negli ultimi anni. Tuttavia, con l’approvazione dello schema regolatorio 2024–2029 (delibera del Comitato Esecutivo del 19 dicembre 2025), l’adeguamento non è più rinviabile. Per questo l’Ente ha invitato il gestore a trasmettere con urgenza i dati e la documentazione necessari, al fine di completare l’adeguamento entro il 31 luglio 2026, termine fissato da ARERA per l’aggiornamento 2026–2027 dello schema regolatorio. Dal canto suo, Alto Calore Servizi ha ribadito che l’adeguamento tariffario rientra in un percorso regolato da ARERA e attuato dagli Enti di governo dell’ambito, nel rispetto dell’equilibrio economico-finanziario, della sostenibilità sociale e della continuità del servizio. La società ha richiamato le difficoltà legate alla procedura di concordato e alle attività di risanamento aziendale, precisando che la regolazione ARERA non prevede termini perentori per l’attuazione del criterio pro-capite, ma un percorso graduale subordinato alla disponibilità dei dati e ai cicli di approvazione tariffaria dell’EIC. L’adeguamento delle fasce agevolate, secondo il gestore, avverrà nell’ambito del periodo regolatorio 2024–2029 e con il primo aggiornamento biennale 2026–2027, entro il termine del 30 giugno 2026. “Siamo soddisfatti delle risposte ottenute – conclude Marcarelli – perché confermano che entro il 30 giugno 2026 dovrà finalmente essere applicata la tariffa agevolata corretta e adeguata al numero dei componenti del nucleo familiare”. (Comunicato Stampa)