
![]()
di Salvatore Guerriero
I dati recentemente diffusi, dal rapporto Openpolis, sull’inclusione scolastica in Italia, ci consegnano una fotografia che deve far riflettere. Se da un lato l’aumento del 26% degli alunni con disabilità, dal 2019, testimonia una maggiore capacità del sistema di intercettare i bisogni, dall’altro le carenze strutturali e il persistere di pratiche di “separazione” ci dicono che la strada verso una reale inclusione è ancora in salita.
Il paradosso italiano nel contesto europeo
Nel panorama europeo, l’Italia vanta lo storico primato storico di essere stata pioniera dell’integrazione totale nelle classi comuni. Eppure, questa eccellenza normativa rischia di diventare un guscio vuoto. Mentre l’Europa corre verso l’innovazione, nel nostro Paese il 46% delle scuole non dispone ancora di postazioni informatiche adeguate.
Non è solo un problema tecnico, ma si tratta di una barriera che nega il diritto alla cittadinanza digitale e all’autonomia. Dotare ogni istituto di strumenti idonei non è un costo, ma un investimento in politica dei diritti.
Dalla burocrazia alla professionalità: il ruolo della dirigenza
Le nostre leggi sono avanzate e corrette, ma la loro efficacia dipende da come vengono attuate. L’inclusione non può ridursi a un mero adempimento burocratico. Per renderla sostanziale, serve un salto di qualità nel capitale umano che gestisce la scuola, infatti occorre una dirigenza preparata e un personale che operi con diligenza, coerenza e professionalità.
Un sistema scolastico moderno non può permettersi l’improvvisazione. Serve una programmazione rigorosa delle risorse e un adeguamento costante degli spazi. L’inclusione deve uscire dai faldoni dei verbali per diventare pratica quotidiana di accoglienza e sviluppo.
La persona al centro della crescita collettiva
Dobbiamo cambiare prospettiva, perché dietro ogni diagnosi c’è una persona. Una persona ricca di sensibilità, vogliosa di crescere, di migliorare e di dare il proprio contributo alla società.
In qualità di Presidente della CONFEDERAZIONE DELLE IMPRESE NEL MONDO – PMI INTERNATIONAL, credo fermamente che lo studente con disabilità rappresenti una risorsa potenziale per tutta la comunità e per il mondo del lavoro con gli opportuni sostegni e collocazioni.
Se messo in condizione di esprimersi, ogni individuo può contribuire alla crescita della propria famiglia e del tessuto economico -sociale. Al contrario, l’isolamento — che vede ancora troppi studenti trascorrere ore preziosi fuori dal gruppo classe — è una sconfitta per tutti, perché priva la società della ricchezza che nasce dal confronto con la diversità.
Un passo verso il futuro
Il nostro Paese deve avanzare. Non abbiamo bisogno di nuove leggi, ma della volontà ferrea di attuare quelle esistenti con competenza e umanità. Solo quando ogni studente, nessuno escluso, potrà sentirsi parte attiva e valorizzata della comunità educante, potremo dire di essere un Paese davvero civile e moderno. È un impegno che dobbiamo alle nuove generazioni, affinché la scuola sia davvero il luogo dove ogni talento può fiorire.
*Presidente Nazionale della CONFEDERAZIONE DELLE IMPRESE NEL MONDO – PMI INTERNATIONAL