Russia e Ucraina: una pace che cela una montagna di debiti gia’ studiati a tavolino

Russia e Ucraina: una pace che cela una montagna di debiti gia studiati a tavolino

Russia e Ucraina: una pace che cela una montagna di debiti gia studiati a tavolinodi Nando Silvestri

L’ approssimarsi di un piano di “presunta” pacificazione fra Russia e Ucraina e’ in realtà un’applicazione ben riuscita della Teoria dei Giochi, un impeccabile studio di ampia applicazione, specie in ambito economico, ideato dal matematico americano John Nash nel 1944. Il bellissimo film intitolato “A Beautiful Mind” che ne parla dovrebbe essere un “must” per tutti gli studenti delle facoltà di economia e non solo, come spesso mi capita di riferire ai miei allievi. Note le regole del gioco ogni giocatore può scegliere di fare una mossa tenendo presente le reazioni e gli obiettivi degli altri players. In tal modo e’ possibile dare vita ad un equilibrio collusivo attraverso l’adozione di strategie che estromettono e dissanguano il giocatore perdente: l’Europa. In questo “gioco” ciascun giocatore prende “quello che gli serve” in accordo con le rivendicazioni degli altri giocatori e tutti escono “vincitori” dalla gara senza nuocersi l’ un l’altro. Eccezion fatta per l’ Europa che, con la sua condotta individualista, supinamente servile ed accomodante perde su tutti i fronti sin dalla nascita della sua immaginifica Unione. La soluzione di pacificazione alla quale si tende lentamente non e’ altro che un mosaico di accordi di rara fattura che estorce sangue e denaro all’ Europa e alle sue future generazioni. Uno di questi accordi ha già attivato la fornitura del gasdotto russo “Siberian” verso mediatori caucasici che, a loro volta forniranno il gas a prezzi maggiorati al Vecchio Continente. D’altro canto l’Europa pagherà all’America la difesa missilistica contro la “finta” minaccia rappresentata dal suo “reale fornitore” di carburante, la Russia.

Ma l’Europa dovra’ mettere mano al portafoglio, come ha già iniziato a fare, anche per sovvenzionare direttamente ed indirettamente la ricostruzione ucraina, e scusate se e’ poco. Inoltre, dietro le quinte c’è il colosso cinese che non si accontenta di detenere buona parte del debito pubblico americano ma avrà, in base agli accordi con la Russia, il diritto esclusivo di estrazione di litio dal Dombas a costi irrisori o prossimi allo zero, per giunta con la supervisione e la protezione dell’esercito russo. In cambio (perché nessuno fa niente per nulla) la Cina si impegna ad acquistare tutte le eccedenze di gas russo. In tal modo le industrie automobilistiche della Terra del Dragone deterranno un vantaggio competitivo non indifferente nel dominio del mercato europeo delle auto elettriche. Ad ognuno il suo, verrebbe da dire e all’Europa una montagna di debito pubblico, almeno per i prossimi venti anni, che si tradurrà in maggiori livelli di tassazione e nuovi vincoli operativi a titolo oneroso in diversi settori. Nessuno, invece, ruberà il ruolo programmato esclusivamente per l’Italia: quella di serva dei servi. Come disse un immenso Al Pacino in una pietra miliare della cinematografia (La Regola del Sospetto): “Quello che vedi, quello che senti, niente e’ ciò che sembra”. Ci sono guerre più complesse, silenziose, durature e dolorose che oltrepassano le panzane dei finti politologi di destra e di sinistra e si combattono quotidianamente con la povertà, la difficoltà, la precarietà e la rinuncia. Era questo il messaggio della commedia “La Paura Numero Uno” del maestro Eduardo. Peccato che nessun artista campano, fatte salve rarissime sbiadite eccezioni, abbia mai voluto farsi carico di un messaggio tanto impegnativo.