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NOLA – “Un gravissimo atto discriminatorio contro gli alunni con disabilità”. È la dura denuncia lanciata da famiglie, associazioni e comitati del territorio dopo la decisione dell’Ambito Territoriale N23 di Nola di sospendere il servizio di assistenza specialistica scolastica a partire dal 29 maggio 2026, prima della conclusione ufficiale dell’anno scolastico in Campania fissata al 6 giugno.
A segnalare la vicenda è Vetrano Annalisa, mamma di Francesco, attraverso un comunicato nel quale viene contestata duramente la scelta dell’Ente, ritenuta lesiva dei diritti degli studenti più fragili.
Secondo quanto denunciato, negli ultimi giorni di scuola molti alunni con disabilità rischierebbero di restare privi del supporto educativo indispensabile per garantire autonomia, comunicazione e inclusione scolastica.
Le famiglie parlano apertamente di “palese discriminazione”, richiamando la Legge 67/2006 sulla tutela delle persone con disabilità vittime di discriminazioni e sottolineando come la sospensione anticipata del servizio possa compromettere il diritto allo studio sancito dalla Costituzione e dalla Legge 104/1992.
Nel comunicato viene inoltre criticata quella che viene definita una “motivazione burocratica”, legata a limiti di bilancio o scadenze amministrative, ritenuta insufficiente a giustificare l’interruzione di un servizio considerato essenziale.
Tre le richieste avanzate dalle famiglie e dalle associazioni:
- la revoca immediata del provvedimento di sospensione;
- la proroga del servizio fino al termine delle attività didattiche del 6 giugno;
- l’intervento urgente dei sindaci dei Comuni dell’Ambito N23 per risolvere la situazione.
“Le famiglie non tollereranno che i propri figli vengano trattati come cittadini di serie B”, si legge nella nota diffusa alla stampa.