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MONTEVERGINE – La frana che ha interrotto la strada verso il Santuario di Montevergine continua a pesare sul calendario delle celebrazioni religiose più sentite dell’Irpinia. Tra le ipotesi al vaglio, prende sempre più corpo quella di un possibile rinvio della Candelora, tradizionalmente in programma il 2 febbraio, a una data successiva, verosimilmente nel mese di aprile.
La proposta nasce dalle difficoltà oggettive legate all’accessibilità del Santuario, tuttora chiuso per motivi di sicurezza. A sollevare il tema è stato Massimo Saveriano, presidente dell’associazione “Per Grazia Ricevuta”, che nei giorni scorsi ha suggerito, in alternativa, di trasferire l’effigie della Madonna di Montevergine – o una sua copia – presso l’Abbazia del Loreto per consentire comunque lo svolgimento della celebrazione.
In attesa di una decisione ufficiale, si registrano segnali di disponibilità da parte della comunità ecclesiastica locale. Don Vitaliano Della Sala ha infatti offerto a Padre Guariglia, abate di Montevergine, la possibilità di utilizzare le chiese di Mercogliano e Capocastello come sedi alternative per i riti religiosi, qualora le condizioni non permettessero il ritorno sul monte.
Sul versante operativo, intanto, si guarda alla messa in sicurezza della viabilità. Concluso il periodo festivo e compatibilmente con l’evoluzione meteo, dovrebbero partire i lavori lungo la strada provinciale che conduce al Santuario. La Provincia ha approvato un mutuo da 80mila euro, che si somma alle risorse già impegnate, portando a 440mila euro il quadro economico complessivo dell’intervento. Di questi, 315mila euro provengono da fondi regionali, con un progetto elaborato con il supporto della Protezione Civile.
Nei prossimi giorni una conferenza stampa dovrebbe fare chiarezza su tempi e modalità della Candelora 2026, tra l’attesa dei fedeli e la necessità di garantire sicurezza e piena accessibilità a uno dei luoghi simbolo della devozione campana.