
![]()
Ogni anno, il 6 gennaio, l’Italia celebra l’Epifania: una festa carica di simboli tra cui, il più celebre, la figura delle Befana.
La Befana, la vecchina che vola su un manico di scopa che lascia ai bimbi caramelle o carbone secondo la tradizione, ha origini più antiche del cristianesimo.
Si parla di divinità femminili legate al raccolto o alla fertilità come le Dee madri dell’antica Roma che portavano doni all’inizio di ogni anno agricolo.
La Chiesa ha tentato di cristianizzare queste Dee durante il medioevo trasformandole in una vecchia buona legata a Gesù.
La leggenda dice che i Re Magi chiesero indicazioni proprio a una vecchietta per raggiungere Gesù sulla strada verso Betlemme! Purtroppo l’anziana si rifiutò di seguirli ma dopo un po’ si pentì: da quel momento volò dalla sua dimora per portare doni a tutti i bambini speranzosa di trovare il Bambin Gesù.
Lo sapevate che la Befana non è sempre stata associata alla scopa volante? Questa subentra solo tra il XV e il XVI secolo con l’influenza delle credenze sulle streghe…prima era rappresentata con cesti pieni di frutta secca o spezie.
L’Italia vanta di molteplici tradizioni legate a questa figura per tutto lo stivale!
In Nord Italia c’erano i cosiddetti “falò della Befana”: veri e propri rituali di purificazione per scacciare gli spiriti maligni dell’anno trascorso e dare il benvenuto a quello nuovo.
In alcune fonti era anche associata alla figura della “vecchia della sesta notte”, portatrice anche di talismani contro malocchio e malattie .
Spostandoci al centro Italia nelle Marche troviamo il famoso mercato della Befana che risale al XV secolo con esposizioni artigianali e spettacoli che ripropongono la leggenda in piazza .
Infine, a Napoli la befana era una figura che “colpiva” i bambini con rami di ulivo come simbolo di ammonimento.
La Befana diventa dunque molto più di un simbolo, una testimonianza concreta della cultura italiana (e non solo) di tramandare tradizioni che intrecciano secoli di storia e religione. Sarah Massari