
![]()
Il prossimo marzo saremo tutti chiamati ad esprimerci come cittadini tramite lo strumento referendario, in merito alla riforma della Costituzione sull’ordinamento giurisdizionale , che riguarda principalmente la seconda parte della carta e specificamente il titolo quarto. Il dibattito delle ultime settimane , soprattutto da parte delle forze politiche non aiuta i cittadini nella comprensione degli aspetti delle modiche prospettate dalla riforma voluta fortemente dal Ministro Nordio. In primo luogo ci troviamo di fronte ad un Referendum disciplinato dall’art 138 e non dall’art 75 della Costituzione, un referendum che per la sua validità non prevede nessun quorum. Le modifiche prevedono la separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante , la previsione di due CSM distinti e la istituzione della Alta Corte Disciplinare a cui viene attribuito il potere disciplinare e sanzionatorio nei confronti dei magistrati.
E in ultimo l’introduzione del sorteggio dei magistrati dei CSM e Alta Corte. Su queste modifiche è lecito dibattere e confrontarsi rimanendo sul merito , evitando approcci ideologici , perché’ si tratta di materia tecnica da far comprendere ai cittadini che sono gia’ disorientati rispetto al dibattito quotidiano che travalica il merito della riforma .
Un sano confronto tra i sostenitori del SI e quelli del NO aiuterebbe il cittadino in una scelta libera, consapevole e informata su come votare. Ben vengano le attività divulgate e informative sul quesito referendario , soprattutto da parte di magistrati, avvocati e operatori del diritto, evitando scontri e lacerazioni tra il mondo della magistratura e della avvocatura , in un momento gia’ difficile per il sistema giustizia e per gli stessi rapporti tra i poteri dello Stato.
Rimarcando che la buona amministrazione della giustizia è un bene e un diritto di ciascun cittadino, non è un affare solo politico .
Marco Grossi Vice Sindaco del Comune di Grottolella