Giornata Mondiale dell’Ambiente 2026: il tempo di agire è adesso

Giornata Mondiale dellAmbiente 2026: il tempo di agire è adesso

Il 5 giugno si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente, istituita dalle Nazioni Unite nel 1972 per ricordare la storica Conferenza di Stoccolma sull’ambiente umano, durante la quale nacque l’UNEP (United Nations Environment Programme), il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente. La prima celebrazione ufficiale si svolse nel 1973 con lo slogan “Una sola Terra”.

Ogni anno la ricorrenza è dedicata a un tema specifico e viene ospitata da una diversa nazione. Per il 2026 il tema scelto è “Inspired by Nature. For Climate. For Our Future” (“Ispirati dalla natura. Per il clima. Per il nostro futuro”), mentre le celebrazioni ufficiali si svolgono a Baku, in Azerbaigian.

Il focus della campagna è incentrato sul cambiamento climatico e sulle cosiddette “Nature-Based Solutions”, le soluzioni basate sulla natura. L’obiettivo è sensibilizzare governi, istituzioni e cittadini sulla necessità di accelerare le azioni concrete per affrontare la crisi ambientale, collegando la tutela degli ecosistemi alla resilienza climatica.

I segnali che il pianeta ci invia sono sempre più evidenti: innalzamento del livello dei mari, incendi devastanti, ondate di calore estreme, scioglimento dei ghiacciai e perdita della biodiversità. Per anni si è parlato di cambiamenti climatici, di obiettivi e di scadenze future, ma troppo spesso le risposte sono state insufficienti, tra ritardi, distrazioni e negazionismo. Oggi non è più possibile rimandare.

Tra i punti cardine della campagna 2026 figurano:

  • la riduzione delle emissioni di gas serra;
  • la tutela attiva degli ecosistemi e delle risorse idriche;
  • la promozione di modelli economici sostenibili e a basso impatto ambientale.

È necessaria una riflessione globale sulla difesa del Creato. Non può esistere uno sviluppo realmente sostenibile senza la tutela dell’ambiente nel quale viviamo. Ogni scelta, pubblica o privata, dovrebbe essere preceduta da una rigorosa valutazione del suo impatto ambientale.

La saggezza orientale richiama da secoli l’equilibrio tra Cielo, Uomo e Terra: tre dimensioni che devono rimanere in armonia per garantire vivibilità e sostenibilità alle generazioni presenti e future.

In questo contesto, il ruolo della medicina assume un’importanza crescente. L’inquinamento atmosferico, le microplastiche, i metalli pesanti, la contaminazione delle acque e l’inquinamento elettromagnetico incidono profondamente sulla salute umana. Cuore, polmoni, cervello, apparato riproduttivo, microbioma e sistema immunitario risentono sempre più degli effetti dell’ambiente in cui viviamo.

Si avverte pertanto l’esigenza di sviluppare ulteriormente la Medicina Ambientale, una disciplina capace di studiare il rapporto tra ambiente e salute, affrontando nuove patologie e nuovi fattori di rischio.

Il medico del futuro dovrà adottare una visione sempre più olistica, ponendo al centro della propria azione la persona nella sua interezza. In questo senso, gli insegnamenti di Ippocrate restano straordinariamente attuali: “Fa’ che il cibo sia la tua medicina e che la medicina sia il tuo cibo” e ancora “È più importante sapere che tipo di persona abbia una malattia che sapere quale malattia abbia una persona”.

La prevenzione primaria rappresenta ancora oggi la strada maestra per la tutela della salute pubblica.

Occorre inoltre che le istituzioni investano con maggiore decisione nel biomonitoraggio ambientale di aria, acqua e suolo, mettendo la salute dei cittadini al primo posto e affidandosi alle competenze scientifiche per orientare le scelte politiche e amministrative.

A conclusione di questa riflessione, meritano di essere ricordate le parole di Papa Francesco contenute nell’enciclica Laudato Si’:

“Siamo cresciuti credendoci autorizzati a saccheggiare il pianeta. La crisi ambientale è una crisi antropologica ed è legata al modello di sviluppo: bisogna eliminare le cause strutturali di un’economia che non rispetta l’uomo”.

Particolarmente significativo anche il messaggio pronunciato da Papa Leone XIV durante la visita ad Acerra, nella Terra dei Fuochi:

“Sono venuto anzitutto a raccogliere le lacrime di chi ha perso persone care, uccise dall’inquinamento ambientale procurato da persone e organizzazioni senza scrupoli”.

Parole che richiamano tutti a una responsabilità condivisa verso quella che Papa Francesco ha definito “la nostra casa comune”.

Laudato si’.

Filomeno Caruso