Baiano, l’incrocio della vergogna: l’ennesimo incidente annunciato e il silenzio assordante delle istituzioni

Baiano, l’incrocio della vergogna: l’ennesimo incidente annunciato e il silenzio assordante delle istituzioni

Ancora una volta. Ancora nello stesso punto. Ancora con la stessa dinamica. E, soprattutto, ancora con la stessa domanda che da anni attende una risposta: cosa si aspetta prima di mettere definitivamente in sicurezza l’incrocio all’uscita del casello autostradale di Baiano?

Nel pomeriggio di oggi, poco prima delle 17, tre veicoli si sono scontrati nel tristemente noto incrocio di via Calabricita, quello che attraversa il raccordo autostradale in direzione della SS7bis L’impatto è stato violento, i danni ai mezzi sono ingenti. Solo per una fortunata coincidenza non si registrano feriti gravi. Ma ancora una volta è stato il caso, e non la prevenzione, a evitare una tragedia.

È un copione che si ripete con una regolarità inquietante. Ogni poche settimane, talvolta ogni pochi giorni, quel tratto di strada torna a essere teatro di incidenti. Una sequenza impressionante che avrebbe dovuto imporre da tempo un intervento deciso e risolutivo. Invece tutto resta immobile.

Da anni cittadini, automobilisti, residenti e amministratori locali chiedono la realizzazione di una rotatoria, ritenuta da molti la soluzione più efficace per eliminare un incrocio considerato tra i più pericolosi dell’area. Richieste, appelli, segnalazioni, promesse: tutto sembra essersi perso nei meandri della burocrazia e del rimpallo di competenze tra enti.

Nel frattempo, però, gli incidenti continuano. E ogni nuovo scontro rappresenta il fallimento di chi avrebbe il dovere di programmare, decidere e intervenire prima che sia troppo tardi.

È inaccettabile che un’infrastruttura così strategica, attraversata quotidianamente da migliaia di veicoli, continui a presentare criticità ormai note a tutti. Le statistiche, l’esperienza quotidiana e le numerose segnalazioni raccontano una realtà che non può più essere ignorata.

Le istituzioni competenti non possono continuare a rifugiarsi dietro procedure, studi, competenze condivise o promesse mai concretizzate. La sicurezza stradale non può essere subordinata ai tempi della politica o ai labirinti amministrativi. Ogni ritardo pesa come un macigno e aumenta il rischio che il prossimo incidente abbia un epilogo ben diverso.

Oggi si può tirare un sospiro di sollievo perché nessuno ha perso la vita. Ma sarebbe un errore archiviare anche questo episodio come una semplice fatalità. Quando gli incidenti si verificano sempre nello stesso punto e con modalità pressoché identiche, non si può più parlare di casualità: significa che esiste un problema strutturale che attende soltanto di essere affrontato.

La domanda resta la stessa, ed è destinata a diventare sempre più pesante dopo ogni schianto: quante altre auto dovranno accartocciarsi, quante altre famiglie dovranno vivere momenti di paura, prima che qualcuno trovi il coraggio di firmare il progetto e aprire finalmente il cantiere della tanto attesa rotatoria?

Perché amministrare significa prevenire, non limitarsi a contare gli incidenti. E su quell’incrocio, purtroppo, il tempo delle giustificazioni sembra essere scaduto da un pezzo.Baiano, l’incrocio della vergogna: l’ennesimo incidente annunciato e il silenzio assordante delle istituzioniBaiano, l’incrocio della vergogna: l’ennesimo incidente annunciato e il silenzio assordante delle istituzioniBaiano, l’incrocio della vergogna: l’ennesimo incidente annunciato e il silenzio assordante delle istituzioniBaiano, l’incrocio della vergogna: l’ennesimo incidente annunciato e il silenzio assordante delle istituzioniBaiano, l’incrocio della vergogna: l’ennesimo incidente annunciato e il silenzio assordante delle istituzioniBaiano, l’incrocio della vergogna: l’ennesimo incidente annunciato e il silenzio assordante delle istituzioni