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Le giovani generazioni e i nuovi assetti nell’ordine globale che viene configurandosi nel XXI secolo, nelle polarità del post- colonialismo e della società post- industriale ancorate alle macchine intelligenti della robotica e dell’Ai.
Un passaggio di accelerazione funzionale alla compiuta integrazione europea, da attuare nell’immediatezza dei tempi.
Sotto i riflettori gli Stati nazionali e la fiscalità, le teorie economiche di Mario Draghi, gli scenari del commercio internazionale con indici di competitività crescenti. La super-produttività industriale della Cina, la fabbrica tecnologica del mondo. Il modello-India di economia di mercato, con il supporto degli eccellenti sistemi formativi Scuola-Università, versante Nuova Delhi e Bangalore. Il valore aggiunto dell’uso della lingua inglese, che – con l’hindi- è riconosciuta lingua ufficiale nel Grande Paese asiatico. Il largo fronte della competitività, con cui gli Stati Uniti d’America sono chiamati a misurarsi rispetto al sostanziale ruolo egemone esercitato fino al primo decennio del XXI secolo.
Un parterre composto da relatrici e relatori di età varia, con diversificate formazioni culturali di eccellente profilo, a supporto di esperienze che vivono nella concreta quotidianità con dedizione metodica e sicure competenze, esercitando attività di lavoro e di professione, in ambito pubblico e privato, coniugandole con un proficuo impegno nel volontariato civico e solidale. E’ stato il brillante e pregevole parterre a più voci, rappresentativo di democrazia matura, nel più generale contesto di progresso sociale dell’intera area, che si è rapportato, in sereno confronto, con argomenti articolati e documentati sui percorsi praticabili nel quadro del federalismo pragmatico, duttile e flessibile a seconda delle contingenze reali, prefigurando in concreto la formazione degli Stati Uniti d’Europa.
E’ lo sbocco senza alternative reali e plausibili, quello del federalismo pragmatico, che esige e richiede una vigorosa capacità d’impegno e di diffusa concordia civile, se si punta realmente ad evitare la de-industrializzazione e l’irreversibilità del declino socio-politico diffuso e generalizzato dell’attuale sistema- Ue, assimilabile, al momento, alla dimensione confederale, con tutti i freni, le lacune e limiti derivanti, che ne condizionano, quando non lo dissolvono in frammenti inutili, il potere decisionale e la capacità di negoziato sul piano della coesione e dell’unicità di indirizzo. E’ la prospettiva analizzata con chiara e franco linguaggio nel Forum di conoscenza, indetto e promosso dal Circolo culturale L’Incontro, e svoltosi nelle sale della sede del sodalizio, in via Luigi Napolitano, con la partecipazione di un pubblico attivamente coinvolto e partecipe nell’ascolto. Un itinerario di gran massima, tracciato da Mario Draghi, lo scorso due febbraio, a Lovanio, città belga, nel discorso che pronunciò in coincidenza con la cerimonia del conferimento della Laurea honoris causa, attribuita dall’ Università, tra le più antiche e rinomate d’Europa.
In concreto, il Forum ha rappresentato, nel contesto della pur piccola comunità cittadina di riferimento, un’interessante testimonianza di avvertita e responsabile consapevolezza verso il presente e il futuro di quell’ampia area dell’Europa, corrispondente all’attuale Unione europea dei 27 Stati, costituita nel 1992 sulla base del Trattato di Maastricht, che ha segnato un importante e sostanziale progresso rispetto al cammino d’integrazione, a cui diede l’impulso avvio il Trattato sottoscritto a Parigi, nel ’52, da Francia e Germania federale per l’istituzione della Comunità europea del carbone e dell’acciaio. Un passaggio evolutivo di ampio respiro, quello compiuto 40 anni dopo nella città dei Paesi Bassi, con il varo dell’ Unione europea, dilatando gli orizzonti della Comunità economica europea, contemplando non solo la libera circolazione di servizi e merci, ma anche la libera circolazione di cittadine \ cittadini appunto in ambito- Ue, con l’ istituzione della cittadinanza europea, comprensiva del diritto di voto per l’elezione del Parlamento europeo con sede a Bruxelles, del correlato diritto di elettorato attivo e passivo, includendo il diritto di iniziativa legislativa. Erano la radicale rimozione e il superamento delle chiusure nazionalistiche, fini a se stesse, isolazioniste senza futuro e anti-storiche.
E va evidenziato che sotto tutti gli aspetti di osservazione e riflessione geo-politica e geo- economica, l’istituzione della cittadinanza europea, coniugata con la cittadinanza di stretto profilo nazionale, rappresenta un atto di spiccata portata epocale. E’ la portata epocale di civile storicità netta ed inconfutabile, che risalta ancor più, se si commisura, nei valori e nelle idealità che esprime, con le tante guerre di conquiste e sopraffazioni, che i sistemi di potere delle monarchie assolutiste e dinastiche, dei temporalismi religiosi e delle feudalità hanno alimentato, fomentato e suscitato in Europa per secoli, lacerando e svilendo la vita dei popoli-plebe, angariati, sfruttati e sottomessi, contrapponendoli tra loro con mille astuzie,inganni, alterazioni e falsificazioni di propaganda..
Di fatto, la cittadinanza europea, così come già la vivono compiutamente le giovani generazioni, costituisce la matrice lievitante del più ampio e articolato processo d’integrazione europea,in grado di evolversi ed innervarsi nella contemporaneità del Terzo Millennio, attraversata dalle culture aperte e dialoganti, al di là della stessa dicotomia \ contrasto, Occidente-Oriente, rappresentativa più di forzati antagonismi che di valori autentici, in normale e vicendevole antitesi dialettica. Antagonismi forzati ed imposti, che, invece, fanno da copertura ad interessi economici e finanziari di vasta consistenza e scala..ammantati, per lo più, da ideologismi, di cui i totalitarismi del ‘900 sono stati crudeli e devastanti artefici d’infinita malvagità e perfidia.
In realtà, i valori della cittadinanza europea sono stati i principi ispiratori di tutti gli interventi sviluppati, costituendo nel loro complesso la vera cartina di tornasole del Forum, sia sul versante della ricognizione storica, sia sul versante della contemporaneità, per rappresentare da diverse angolature gli itinerari del federalismo pragmatico, la vera sfida da affrontare e superare, per costruire l’Europa del futuro, nella libertà e negli assetti di vita produttiva. Così come tutt’altro che casuale, era l’approccio d’introduzione al Forum, di cui si rendeva interprete, con un efficace e risoluto intervento, Felice Brandolino, cultore di quella micro- storia locale che predilige leggere, insieme con Romeo Lieto e Carlo Melissa, attraverso i soprannomi dei nuclei famigliari, retaggio di un lontano passato, contornandoli anche con ventaglio di spassosi aneddoti di umanità varia. Ma, il suo, è risultato un approccio di europeista convinto, in linea con le tesi di Mario Draghi, con un’efficace modalità di giudizio, fatta di semplici parole, da comune cittadino e lavoratore. Una modalità, con cui Brandolino, dava voce alla personale storia, che ha superato di poco i 70 anni, rendendola, per dir così, cassa di risonanza della propria visione europeista..
E’ la storia di emigrante, iniziata- partendo da Baiano tra gli anni ’50 e ‘60 ,- come tanti coetanei e tante coetanee, appena toccata la soglia dell’adolescenza, con approdo nella Germania federale, trovando lavoro in uno dei tanti stabilimenti, targati Volkswagen, l’automobile del popolo, simbolo del rinascita della Germania dimezzata nell’assetto statuale, dopo la disfatta nella seconda guerra mondiale, con capitale Bonn, governata dal cancelliere Konrad Adenauer, liberal-democratico di ispirazione cattolica, tra i fondatori della Comunità europea, composta in origine da Francia,Italia, Belgio, Olanda-Paesi Bassi,Lussemburgo e Germania federale, con l’architettura istituzionale e politica, di matrice occidentale e filo-americana, correlata al Patto Atlantico, così come sarà configurata e definita nei Trattati di Roma del 1957 con chiave di volta strutturata nell’imponente sistema di aiuti ed investimenti del Piano Marshall.
Per Felice Brandolino, va ricordato, la permanenza in terra tedesca fu, tuttavia, di breve durata, con successivo trasferimento in Friuli, lavorando come operatore per i servizi idrici in alcuni comuni, per rientrare, dopo alcuni anni, nella terra d‘origine con la formazione della famiglia. Di poi, l’assunzione lavorativa nell’Ufficio tecnico del Comune di Sperone, inclusa, dopo il pensionamento, l’attività di amministratore pubblico nell’ Ente di piazza Lauro..
Un ventaglio di esperienze di vita vissuta, ma ben significativa, su cui si innestavano le loro analisi, il dottor Lorenzo Valente – laureato sia in Economia e management sia quale Operatore giuridico d’impresa, titolare di Master in Economia e management, maresciallo di Guardia di Finanza, in servizio a Parma,- e l’avvocata Miriam Fasulo, prossima a conseguire il dottorato di ricerca in Diritto commerciale. Analisi storico-giuridiche, correlate con la Carta costituzionale dello Stato repubblicano ed incentrate sull’azione politica di Alcide De Gasperi e Palmiro Togliatti sul piano del patriottismo costituzionale. Puntuale la ricognizione del pensiero e dell’impegno profuso per l’integrazione europea, da Schuman a Spaak, da Adenauer a De Gasperi, per focalizzare le istanze ideali enunciate da Spinelli nel Manifesto di Ventotene e l’opera di Jean Monnet. Di particolare valenza, nell’intervento di Lorenzo Valente lo stretto rapporto tra la fiscalità, configurata dalla Carta costituzionale con criteri di progressività, e il bene comune. Un rapporto che coniuga doveri sociali ed etica civile. Incisive ed acute le riflessioni di Miriam Fasulo sulle dinamiche in atto nel commercio internazionale e sul ruolo che l’Europa del federalismo pragmatico è in grado di esercitare.
Da notare che Lorenzo Valente e Miriam Fasulo sono professionisti, venti cinquenni, che insieme con i coetanei Carmen Balbi e Pasquale Maione, il 13 maggio del 2018, ormai alla vigilia degli Esami di Maturità nel Masullo-Theti, a Nola, proprio nelle sale de L’ Incontro inaugurarono il Viaggio nella Costituzione, che si articolò in otto Forum, per concludersi nell’Auditorium del Giovanni XXIII -Parini, nel luglio e nel novembre del 2019 con le Lezioni magistrali, sviluppate da Ciriaco De Mita e Gaetano Manfredi. Il legame,che corre tra Costituzione e visione europeista nella società mondializzata e multiculturale del nostro tempo, per Valente e Fasulo è un punto fermo di cultura e professionalità.
Ed è lo stesso punto di ancoraggio, su cui incentrava il suo intervento Silvio Picciocchi, imprenditore di sicure competenze giuridiche ed economico-finanziarie, sviscerando la complessa tematica dei dazi, elemento focale nelle politiche commerciali internazionali in corso. Sono politiche, che s’inquadrano nelle..guerre economiche in pieno svolgimento tra i grandi sistemi produttivi mondiali, evidenziava il dinamico imprenditore, la cui azienda – fondata dal padre, Mario Piccocchi, e nella quale ha lavorato fin da ragazzo insieme con i fratelli Roberto e Massimiliano,- è specializzata nella lavorazione dei legnami. Un intervento, quello di Picciocchi, derivato dalle esperienze dirette che ha fatto, e viene realizzando, sui mercati europei.
Complementare per vari profili alle analisi di Picciocchi, erano le riflessioni del dottor Salvatore Guerriero, presidente nazionale della Confederazione delle piccole e medie imprese, già sindaco di Avella, per spaziare sulla funzione ch’è destinata ad assumere il federalismo pragmatico, per assicurare al sistema-Europa autonomia di governance con alleanze variabili, ma chiare e trasparenti. Una premessa bsilare, sulla quale Guerriero apriva un discorso articolato sulla realtà italiana rispetto a tutto ciò che si prospetta in Africa, con interesse mirato sul piano-Mattei, messo a punto dal governo nazionale, alla stessa stregua degli accordi commerciali che l’ Unione europea di recente ha sottoscritto con il sistema- Mercosur, il Mercato comune che aggrega Uruguay, Paraguay, Argentina e Brasile. Un quadro di dati concreti e fattuali, quello focalizzato da Guerriero, per dare risalto soprattutto al modello-India, che compete alla pari ed in piena efficienza e solidità sia con il modello – Usa che con il modello- Cina, specie a livello di big-tech.
Non va dimenticato che il modello-India si rapporta ad oltre un miliardo e mezzo di cittadine e cittadini, con sistemi formativi di primaria rilevanza nel campo tecno-scientifico e matematico, senza dire del valore aggiunto rappresentato dalla dimestichezza con la lingua inglese, la lingua di comunicazione universale, retaggio consolidato dalla dominazione subita dall’India per opera dell’Inghilterra..
Scenari considerevoli e ben squadernati nel Forum, coordinato con linearità comunicativa ed incisiva da Giusy De Laurentiis e Carlo Melissa. Un’esperienza d’informazione e di conoscenza, sui cui la professoressa Annamaria Silvestro, già dirigente dell’Istituto superiore Masullo-Theti, imprimeva il tocco di donna di Scuola, vigile ed operosa, marcando l’importanza dell’ integrazione europea, anche e soprattutto a fronte delle aspirazioni di progresso e di elevazione socio-culturale delle giovani generazioni che rappresentano il futuro.







