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di Nando Silvestri
Il panorama economico Irpino appare attualmente abbastanza complesso pur sfoggiando diversi punti di forza degno di nota. Tra questi ultimi figura la peculiarità dell’ agricoltura irpina che segue ancora oggi metodiche e approcci di tipo arcaico millenario. Ciò significa che le colture vengono gestite ancora in maniera tradizionali, evitando metodiche intensive che penalizzano la qualità degli output. Difatti, diversamente da quanto accade nell’ agricoltura della Piana del Sele e della Piana del Volturno votate ad un’ attività primaria che massimizza solo la quantità, le colture irpine vengono trattate con spiccata propensione qualitative. A tale scopo le imprese sono squisitamente allineate a dimensioni piccole e medie, mentre la gestione delle stesse e’ squisitamente familiare. Ma la produzione di colture come nocciole, castagne, vino e olio deve la sua eccellenza, nonostante avversità climatiche e patologiche, soprattutto ai territori scoscesi sui quali vengono praticate da secoli. Non e’ un caso che i vini irpini stiano rispondendo bene agli scossoni del mercato d oltreoceano posizionandosi egregiamente in Canada e Stati Uniti, nonostante il flagello dei dazi di Trump. D’altro canto l’Istat fa sapere, però che nel 2025 oltre 1600 persone hanno abbandonato l’Irpinia per emigrare in altre regioni d’Italia o in altre nazioni. Ciò significa minori afflussi di ricchezza e quote di Pil in provincia di Avellino e fuga di “Know How” , ovvero esperienze lavorative consolidata, regata ad altre economie. L’inflazione e il caro carburanti mordono anche l’Irpinia tant’è che molte prenotazioni di strutture ricettive afferenti alla provincia di Avellino sono saltate proprio negli ultimi tempi, come rende noto Federalberghi. Sebbene il reddito pro capite degli irpini sia salito nominalmente nel triennio 2021 2024, come rende noto l’Istituto Tagliacarne di Roma, l’incremento recente della pressione fiscale, l’aumento dei prezzi e l’emigrazione hanno abbassato il reddito reale spendibile in tutto il Sud come in Irpinia.
Speriamo che l’ America’scup del 2027 sia una chance per indurre maggiori consumi di eccellenze irpine e nuove prospettive di aggressione dei mercati internazionali. In definitiva la Tradizione,in Irpinia, costituisce ancora la migliore soluzione per l’ ampliamento di filiere e leve finanziarie oltre qualunque gravame romantico.