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SANT’ANASTASIA – Archiviata la Pasqua, cresce l’attesa per uno degli appuntamenti religiosi più sentiti dell’intero territorio: il Lunedì in Albis al Santuario della Madonna dell’Arco, che anche quest’anno richiamerà migliaia di fedeli da tutta la Campania e non solo.
Per la giornata di lunedì 6 aprile 2026, il Santuario aprirà le sue porte alle ore 03:00, accogliendo fin dalle prime ore della notte i fedeli e i pellegrini. A seguire, sono previste le celebrazioni eucaristiche presso l’aula polifunzionale ai seguenti orari:
04:00 – 06:00 – 08:00 – 10:00 – 12:00 – 17:00 – 18:30.
Una giornata intensa, scandita dalla preghiera, dai pellegrinaggi e da una partecipazione popolare che affonda le radici in secoli di storia e devozione.
Ma il cuore pulsante dell’evento resta, come sempre, l’arrivo dei Fujenti, i pellegrini scalzi che, in segno di penitenza e fede, giungono al Santuario correndo, spesso provenienti da lunghi tragitti. Un rito che si tramanda dal 6 aprile 1450, quando – secondo la tradizione – un giovane, accecato dall’ira, colpì un’immagine sacra della Madonna facendola sanguinare, dando origine a uno dei culti mariani più forti del Mezzogiorno.
Nel corso dei secoli, questa devozione si è trasformata in un fenomeno collettivo: i fedeli si organizzano in paranze, indossano abiti simbolici e accompagnano il loro cammino con canti e ritmi che hanno valso loro il nome di Battenti. Un’espressione di fede popolare che unisce sacrificio, spiritualità e appartenenza.
I numeri confermano la portata dell’evento: già negli anni passati si sono registrate oltre centomila presenze, e anche per il 2026 si prevede un’affluenza altrettanto significativa. L’intera macchina organizzativa, in collaborazione con istituzioni e forze dell’ordine, è al lavoro per garantire sicurezza e ordine pubblico durante tutte le fasi della manifestazione.
Il Lunedì in Albis al Santuario della Madonna dell’Arco non è solo una celebrazione religiosa, ma un patrimonio culturale e identitario, tanto da essere al centro di un percorso di valorizzazione che guarda anche al riconoscimento come bene immateriale dell’umanità.
Un appuntamento che ogni anno si rinnova, mantenendo viva una tradizione che continua a parlare al cuore di un popolo intero.