Rifiuti, l’analisi del dottor Filomeno Caruso: “Serve puntare su economia circolare e legalità”

Rifiuti, l’analisi del dottor Filomeno Caruso: “Serve puntare su economia circolare e legalità”

BAIANESE – “I rifiuti non devono più essere considerati un problema o qualcosa che produce cattivi odori, ma una vera ricchezza da trasformare e valorizzare”. È questo il messaggio lanciato dal dottor Filomeno Caruso, che ha analizzato gli ultimi dati ufficiali ISPRA e ARPAC relativi alla produzione e gestione dei rifiuti urbani e speciali in Italia, in Campania e nel Baianese.

Secondo il Rapporto Rifiuti Urbani ISPRA, la produzione nazionale di rifiuti urbani ha raggiunto i 29,9 milioni di tonnellate, con un incremento del 2,3% rispetto all’anno precedente. La raccolta differenziata ha invece toccato il 67,7% a livello nazionale, con una forte crescita registrata soprattutto nelle regioni del Sud.

Il dato che preoccupa maggiormente, sottolinea Caruso, è che “i rifiuti urbani crescono a un ritmo superiore rispetto al PIL nazionale”, mentre la produzione pro capite si attesta intorno ai 508 chilogrammi per abitante.

Sul fronte della gestione dei rifiuti, il 52,3% viene avviato al riciclo, il 18% all’incenerimento, il 15% finisce in discarica e circa il 4% viene esportato.

Particolarmente significativa anche l’analisi sui rifiuti speciali, distinti in pericolosi e non pericolosi. In Italia la produzione complessiva supera i 164 milioni di tonnellate, trainata soprattutto dal settore costruzioni e demolizioni, che rappresenta oltre il 51% del totale. I rifiuti speciali pericolosi ammontano invece a circa 10,2 milioni di tonnellate.

Secondo Caruso, in Campania il fenomeno assume dimensioni ancora più delicate: “Mentre i rifiuti urbani risultano diminuiti, quelli speciali si sono triplicati. Considerando che dal 30 al 50% dei rifiuti speciali viene prodotto in regime di evasione fiscale, si passa da circa 1,5 milioni di tonnellate di rifiuti illegali da smaltire a non meno di 3 milioni di tonnellate, pari a circa 30mila tonnellate al giorno”.

L’attenzione si sposta poi sul Baianese e sui dati della raccolta differenziata relativi al 2024. Avella registra l’85,63%, Baiano l’86,96%, Quadrelle il 75,30%, Sirignano il 71,16% e Sperone l’83,54%. L’unico comune a non aver raggiunto il limite minimo del 65% previsto dalla legge è Mugnano del Cardinale, fermo al 64,30%.

“Mi auguro che questo gap venga colmato quanto prima”, afferma Caruso, che invita i comuni del territorio a puntare con decisione sulla strategia “Rifiuti Zero”, basata sui principi dell’economia circolare e sul riutilizzo delle risorse.

Fondamentale, secondo il professionista, incentivare la raccolta dell’umido, che rappresenta circa il 38% dell’intera raccolta differenziata italiana, attraverso compostaggio e digestione anaerobica, strumenti capaci di trasformare gli scarti in fertilizzante, biogas e nuove opportunità economiche.

“Bisogna promuovere concretamente le isole ecologiche – conclude – e non limitarle alle promesse elettorali. Difendere l’ambiente attraverso la legalità significa essere custodi del Creato, sull’esempio di San Francesco e dell’enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco. La conoscenza conduce al sapere, e il sapere serve a proteggere il Creato e tutte le creature animate e inanimate”.