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Un’esplosione violenta ha squarciato il silenzio della notte a Pomigliano d’Arco. Erano circa le 4 del mattino quando ignoti hanno fatto detonare un ordigno davanti a uno sportello automatico della filiale BNL in via Passariello, provocando ingenti danni alla struttura e spargendo detriti e vetri in strada. Il colpo, tuttavia, non è andato a segno: i responsabili sono fuggiti senza riuscire a portare via il denaro.
Sul posto sono intervenuti in pochi minuti i carabinieri della stazione e della sezione radiomobile di Castello di Cisterna, che hanno messo in sicurezza l’area e avviato le prime indagini. Fortunatamente non si registrano feriti, ma l’impatto dell’esplosione è stato tale da causare seri danni alla facciata dell’edificio e agli esercizi vicini, alimentando paura e preoccupazione tra i residenti.
Le indagini sono in corso e gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona per ricostruire l’accaduto e individuare i responsabili. L’episodio si inserisce in una scia di tentativi simili che, nelle ultime settimane, stanno interessando diversi comuni dell’area metropolitana, facendo emergere un allarme sicurezza sempre più pressante.
Durissima la reazione politica e civile. In una nota diffusa sui social, il deputato Francesco Emilio Borrelli ha definito l’accaduto “un salto di qualità criminale inaccettabile”, parlando di uno scenario che “ricorda un teatro di guerra” e non una città che dovrebbe essere luogo di vita quotidiana e serenità. Borrelli ha chiesto la convocazione immediata di un tavolo in Prefettura dedicato esclusivamente a Pomigliano d’Arco, con misure straordinarie per il controllo del territorio e la tutela dei cittadini.
“La città non può diventare ostaggio di bande criminali – ha sottolineato – servono risposte concrete, non dichiarazioni di circostanza. I cittadini hanno diritto a dormire senza il timore di essere svegliati da un’esplosione”.
L’assalto allo sportello BNL riapre con forza il dibattito sulla sicurezza urbana e sulla necessità di una presenza istituzionale più incisiva, soprattutto nelle ore notturne. Pomigliano d’Arco si sveglia così con una ferita evidente nel suo centro abitato e con una domanda che torna a farsi urgente: come fermare una spirale di violenza che rischia di diventare normalità.

