Nocciolo, Alaia attacca: “Così si uccide un territorio. Basta silenzi e promesse”

Nocciolo, Alaia attacca: “Così si uccide un territorio. Basta silenzi e promesse”

Non usa mezzi termini il dottor Salvatore Alaia, portavoce del Comitato Civico per la difesa del nocciolo, che lancia un vero e proprio grido d’allarme sulla crisi del comparto corilicolo. Parole dure, che suonano come una denuncia politica e sociale contro quello che definisce un atteggiamento di “indifferenza totale” da parte delle istituzioni.

Secondo Alaia, il settore del nocciolo – da sempre pilastro economico, culturale e identitario di intere aree dell’Irpinia – sarebbe stato progressivamente lasciato al proprio destino, senza interventi concreti e con una gestione che definisce “incomprensibile e inaccettabile”.

“Si sta celebrando il funerale di un comparto storico – afferma – e nel frattempo chi dovrebbe intervenire resta in silenzio o si rifugia nelle solite parole di circostanza”.

Nel mirino finiscono non solo i livelli regionali, ma anche le amministrazioni locali, accusate di immobilismo. Alaia punta il dito contro una politica che, a suo dire, continua a rimandare decisioni urgenti, mentre aziende e famiglie vedono sgretolarsi anni di lavoro.

“Non si può continuare a tergiversare – incalza –. Qui non parliamo solo di economia, ma di identità, di territori interi che rischiano di perdere la propria anima”.

Il riferimento è anche al nuovo assessore all’Agricoltura, da cui si attendeva un cambio di passo che, al momento, non sarebbe arrivato. “Tanta retorica, pochi fatti”, sintetizza Alaia, evidenziando la distanza tra annunci e interventi concreti.

La sensazione, sempre più diffusa tra gli operatori del settore, è quella di essere stati lasciati soli. E mentre la crisi avanza, cresce anche la rabbia.

“Questa vicenda – conclude Alaia – non può passare sotto silenzio. Servono risposte, subito”.