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Le opere dell’ingegno e dell’intelletto sono protette dalla Legge sui Diritti d’ Autore, specie in ambito artistico, sin dagli anni quaranta del secolo scorso. La Legge succitata, difatti richiede che chiunque voglia riprodurre pubblicamente le opere altrui debba esplicitamente chiederne l’ autorizzazione all’ autore legitimo e farne menzione di paternità, immediatamente prima o subito dopo la divulgazione dell’opera stessa. E’ quanto prescritto dagli articoli 12 e 20 della predetta Legge, senza indugi ne’ deroghe di sorta. Non e’ andata così alla finale dell’edizione 2026 del Festival di Napoli tenutasi presso il CET di Mogol, sabato 31 gennaio scorso ad Avigliano in provincia di Terni. Durante la kermesse, alla quale lo scrivente non ha concesso la propria disponibilità a ricoprire il ruolo di giurato in ordine all’invito ricevuto dal direttore musicale della stessa, la signora Antonella Fulco di Marcianise (Caserta), nota per qualche breve e secondaria comparsa in alcuni film ha creduto bene cimentarsi, peraltro pessimamente a parere di chi scrive, in una performance di declamazione di versi appartenenti “de iure” allo scrivente, protetti giuridicamente dalla vigente normativa sui Diritti d’ Autore. La signora Antonella Fulco ha probabilmente anteposto la sua fame atavica di visibilità all’ordinamento giuridico recitando, anche se il termine più esatto sarebbe “mettendo in croce” la poesia intitolata “L’uocchie”, riferibile all’autore senza neanche citarlo e senza riceverne preventiva autorizzazione. L’ avvocato Gianfranco Battista che tutela il diritto d’ Autore violato dalla Fulco almeno in due parti della norma che lo predispone, ha chiesto spiegazioni all’organizzatore del Festival Massimo Abbate e ha diffidato la signora Antonella Fulco dalla divulgazione di materiale videoregistrato inerente la sua condotta illecita e dal reiterare la stessa in future manifestazioni. I versi “violati” dalla Fulco appartengono ad un novero di componimenti premiati 5 volte in competizioni letterarie nazionali da esponenti dell’Università della Basilicata e pertengono ad un progetto musicale che coinvolge massimi esponenti della cultura nazionale e partenopea, quali gli ex musicisti di Pino Daniele, maestri Lino Pariota e Tony Esposito, la cantante, scrittrice e regista Debora Iannotta e il noto attore teatrale e cinematografico Ettore Bassi. Non si esclude la possibilità di adire i più alti gradi di giudizio e di attivare azioni risarcitorie al fine di ripristinare l’equilibrio violato. Chiunque desideri esporsi in vetrina e lusingare il proprio compiacimento dovrebbe farlo offrendo le proprie risorse (ammesso che ne abbia), piuttosto che sottrarle ad altri indebitamente. (Nando Silvestri)