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L’opera, diretta da Maurizio Picariello e interpretata da Davide Vecchione, sarà proiettata Lunedì 20 Luglio alle 12 nell’ambito della manifestazione
Il cortometraggio “Io, di nuovo”, prodotto da “La Casa sulla Roccia”, è stato selezionato per il “Giffoni Film Festival 2026”, uno dei più prestigiosi appuntamenti cinematografici internazionali dedicati ai giovani.
L’opera sarà proiettata Lunedì 20 Luglio alle 12, nell’ambito della manifestazione che si concluderà Sabato 25 Luglio.
Diretto da Maurizio Picariello e interpretato da Davide Vecchione, il corto nasce per celebrare i 40 anni di attività de “La Casa sulla Roccia” e porta sul grande schermo il significato più autentico della missione dell’associazione: credere nella possibilità di ricominciare, accompagnando chi vive situazioni di fragilità verso un nuovo percorso di vita.
Da quarant’anni l’organizzazione, punto di riferimento del territorio irpino, opera nel recupero e nel reinserimento sociale delle persone in difficoltà, affiancando a questo impegno servizi dedicati al contrasto delle dipendenze, al sostegno delle vittime di violenza di genere, alle adozioni internazionali e alla consulenza psicologica specialistica.
Un lavoro che trova sintesi nel motto “Tu solo puoi farlo, ma non da solo”, espressione di un modello fondato sulla responsabilità personale e sul valore della comunità.
Con “Io, di nuovo”, “La Casa sulla Roccia” sceglie il linguaggio del cinema per raccontare il cambiamento come opportunità di riscatto e di speranza.
La partecipazione al “Giffoni Film Festival” rappresenta un importante riconoscimento artistico e, allo stesso tempo, l’occasione per portare questo messaggio davanti a migliaia di giovani provenienti da tutto il mondo.
Il progetto è stato realizzato con la regia e il montaggio di Maurizio Picariello, la sceneggiatura di Elena Spiniello, il supporto alla regia di Ramona Barbieri e Antonio Colucci e il contributo di Giuseppe Bello per il suono.
La proiezione di Lunedì sarà un momento significativo non solo per il percorso del cortometraggio, ma anche per celebrare quarant’anni di impegno sociale, accoglienza e speranza, raccontati attraverso una storia che invita a guardare al cambiamento come alla più concreta possibilità di rinascita.
