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di Francesco Piccolo
Il 4 agosto la Chiesa celebra San Giovanni Maria Vianney, conosciuto in tutto il mondo come il Curato d’Ars e patrono universale dei parroci. Ma dietro la figura del santo sacerdote francese si nasconde una storia che conduce fino a Mugnano del Cardinale, dove è custodito il corpo di Santa Filomena, la giovane martire che lui chiamava affettuosamente “la mia Santina”.
Accanto alla sua intensa attività pastorale, infatti, esiste un aspetto della sua vita che continua ad affascinare migliaia di fedeli: la profonda e sincera devozione verso Santa Filomena, il cui culto è indissolubilmente legato al Santuario di Mugnano del Cardinale.
Per il Curato d’Ars, Santa Filomena non era semplicemente una santa da venerare. Era una presenza spirituale costante, alla quale affidava il proprio ministero, le sofferenze personali e le richieste di aiuto di quanti arrivavano ad Ars in cerca di conforto.
La devozione nacque dopo la diffusione del culto della giovane martire, le cui reliquie, rinvenute nelle Catacombe di Priscilla a Roma agli inizi dell’Ottocento, furono trasferite a Mugnano del Cardinale grazie a don Francesco De Lucia. Da quel piccolo centro irpino il culto conobbe una straordinaria diffusione, soprattutto nella prima metà dell’Ottocento, raggiungendo rapidamente anche la Francia.
Fu proprio attraverso una reliquia di Santa Filomena che Giovanni Maria Vianney iniziò un rapporto spirituale destinato a segnare tutta la sua esistenza.
Da quel momento quella devozione non lo avrebbe più abbandonato.
Il Curato era convinto che molte delle grazie ottenute nella sua parrocchia fossero frutto dell’intercessione della giovane martire. Per questo invitava continuamente i fedeli a rivolgersi a lei, quasi a voler mettere in secondo piano la propria persona. Quando qualcuno attribuiva a lui i miracoli che avvenivano ad Ars, rispondeva con la semplicità che lo contraddistingueva indicando sempre Santa Filomena come la vera protagonista.
Tra gli episodi più significativi della sua vita ce n’è uno che ancora oggi colpisce per la sua semplicità.
Le guarigioni e i prodigi erano diventati così numerosi da richiamare folle sempre più grandi nel piccolo villaggio francese. Il Curato d’Ars, uomo schivo e lontano da qualsiasi ricerca di notorietà, arrivò perfino a pregare Santa Filomena affinché facesse meno miracoli ad Ars, perché quel continuo afflusso di persone rischiava di distogliere l’attenzione da ciò che riteneva davvero essenziale: la conversione del cuore.
Nel 1837 volle dedicarle una cappella all’interno della sua chiesa, trasformandola in uno dei luoghi più amati dai pellegrini. Migliaia di persone iniziarono a sostare davanti alla sua immagine per affidarle sofferenze, speranze e richieste di grazia.
Lo stesso Curato sperimentò personalmente quella protezione.
Nel 1843 fu colpito da una gravissima malattia e i medici lo considerarono ormai senza speranza. Mentre tutta Ars pregava davanti all’altare di Santa Filomena, le sue condizioni migliorarono improvvisamente. Giovanni Maria Vianney attribuì quella guarigione all’intercessione della sua amata “Santina”, promettendo di celebrare cento Messe in suo onore.
Nato l’8 maggio 1786 a Dardilly, in una povera famiglia di contadini, Giovanni Maria Vianney dovette affrontare enormi difficoltà per realizzare il sogno del sacerdozio. Lo studio, soprattutto del latino, sembrava un ostacolo insormontabile, ma la sua determinazione e la sua fede gli permisero di essere ordinato sacerdote nel 1815.
Tre anni più tardi venne inviato ad Ars, un piccolo villaggio francese che sarebbe diventato il luogo della sua missione per oltre quarant’anni. Con una vita fatta di preghiera, confessioni, catechesi e carità, trasformò quella semplice parrocchia in una meta di pellegrinaggio conosciuta in tutta Europa. Migliaia di fedeli percorrevano chilometri pur di confessarsi da lui, attratti dalla sua straordinaria capacità di leggere nell’animo delle persone e di ricondurle a Dio.
Morì il 4 agosto 1859, lasciando un’eredità spirituale immensa. Beatificato da San Pio X, fu canonizzato da Pio XI nel 1925 e proclamato patrono universale dei parroci nel 1929.
Ancora oggi il nome del Curato d’Ars resta profondamente legato a quello di Santa Filomena. Un legame che unisce idealmente Ars e Mugnano del Cardinale, la Francia e l’Irpinia, attraverso una devozione che continua a vivere nel cuore di migliaia di pellegrini.
Nel giorno in cui la Chiesa ricorda San Giovanni Maria Vianney, riscoprire questa amicizia spirituale significa comprendere come la fede possa unire luoghi lontani e attraversare il tempo. È il filo invisibile che lega Ars a Mugnano del Cardinale, due comunità accomunate dalla devozione a Santa Filomena e dalla testimonianza di un sacerdote che affidò ogni passo del suo ministero alla protezione della sua amata “Santina”. 