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AVELLINO — La partita era finita, ma la tensione no. Al termine dell’incontro tra Avellino e Palermo, disputato lo scorso 20 dicembre allo stadio Partenio-Lombardi, la serata ha rischiato di degenerare fuori dall’impianto sportivo. Solo l’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha impedito che la situazione sfociasse in uno scontro diretto.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori della Digos, un gruppo di sostenitori dell’Avellino si è mosso in corteo verso il Piazzale degli Irpini, intonando cori in favore di tifosi colpiti in passato da provvedimenti di Daspo per episodi di violenza. Da lì, il tentativo di avvicinarsi al settore riservato agli ospiti, dove erano presenti i supporter palermitani.
La manovra è stata bloccata sul nascere. Le forze di polizia, schierate in assetto di ordine pubblico, hanno contenuto il gruppo e impedito contatti tra le tifoserie. Durante quei momenti concitati, tuttavia, due persone avrebbero lanciato oggetti contro gli agenti, mentre un terzo soggetto avrebbe rivolto insulti e minacce, mantenendo un atteggiamento ritenuto aggressivo.
Le indagini successive, coordinate dalla Procura della Repubblica di Avellino, hanno portato all’identificazione e alla denuncia di tre tifosi locali: un giovane di 28 anni e due 25enni. Le accuse, precisano gli inquirenti, sono al momento da considerarsi provvisorie e saranno valutate nel corso del procedimento giudiziario.
Parallelamente, è stato avviato l’iter amministrativo che potrebbe portare all’emissione di provvedimenti di Daspo, misura pensata per prevenire ulteriori episodi di violenza negli stadi e nelle aree limitrofe.
Le autorità hanno sottolineato come l’episodio rappresenti un’eccezione in una serata che, per il resto, si è svolta senza particolari criticità. La grande maggioranza dei tifosi avellinesi — ultras compresi — ha mantenuto un comportamento corretto e collaborativo, contribuendo a evitare che la tensione prendesse il sopravvento.
Un promemoria, ribadiscono fonti investigative, che il calcio resta uno spazio di passione e partecipazione collettiva, ma non può trasformarsi in un terreno di scontro. Lo sport, come ricordano spesso le cronache americane dei grandi eventi, vive di rivalità sul campo, non di violenza fuori dallo stadio.