Centro Autistico di Avellino ancora fermo, duro affondo del professor Salvatore Alaia: “Basta promesse, ora servono fatti”

Centro Autistico di Avellino ancora fermo, duro affondo del professor Salvatore Alaia: “Basta promesse, ora servono fatti”

A quasi un mese dal passaggio ufficiale delle consegne relative alla struttura del Centro Autistico di Avellino, avvenuto tra il Commissario Prefettizio del Comune di Avellino, dottoressa Giuliana Perrotta, e la direttrice generale dell’Asl di Avellino, dottoressa Maria Concetta Conte, tutto continua a tacere sul fronte dell’attivazione concreta dei servizi.

Una situazione che torna a sollevare polemiche e amarezza, soprattutto tra quanti da anni attendono risposte certe per garantire assistenza e supporto ai tanti bambini e alle loro famiglie.

A intervenire con parole forti è l’ex sindaco di Sperone, dottor Salvatore Alaia, da sempre in prima linea su questa battaglia.

“Qui siamo dinanzi all’ennesimo copione già visto: passerelle, proclami, annunci solenni, foto di rito e dichiarazioni altisonanti. Poi, quando i riflettori si spengono, cala un silenzio assordante. E nel frattempo restano sole le famiglie, restano soli i bambini, restano sospesi diritti che non possono essere rinviati”.

Il professor Alaia non usa mezzi termini e lancia un duro monito alle istituzioni competenti.

“È un comportamento indecoroso. Dopo aver sbandierato ai quattro venti il trasferimento della struttura, oggi assistiamo a una paralisi inspiegabile. È inaccettabile che, dopo una via crucis lunga oltre vent’anni, si debba ancora attendere per rendere operativo un presidio essenziale. Qui non si parla di un’opera accessoria, ma di un servizio che riguarda il diritto costituzionalmente garantito alla salute, sancito dall’articolo 32 della nostra Costituzione”.

Parole forti, ma accompagnate da un richiamo preciso alla responsabilità istituzionale.

“Le critiche non servono ad alimentare sterili polemiche. Servono invece a richiamare tutti a un’assunzione concreta di responsabilità. Le istituzioni dimostrano la loro credibilità non con le inaugurazioni simboliche, ma con l’attivazione reale dei servizi. È tempo di stabilire un cronoprogramma pubblico, chiaro, trasparente, che dica ai cittadini quando la struttura aprirà realmente e con quali servizi”.

Secondo Alaia, il tempo delle attese è ormai finito.

“Non si può continuare a lasciare le famiglie nel limbo dell’incertezza. Ogni ulteriore ritardo pesa sulle spalle di chi vive ogni giorno difficoltà enormi. La politica e la burocrazia devono smettere di rincorrersi scaricandosi responsabilità. Adesso occorrono atti concreti, risorse, personale e date certe”.

Il suo appello finale è diretto e senza sconti.

“La pazienza è stata abbondantemente consumata. Chi ha ricevuto questo bene pubblico ha il dovere morale e istituzionale di metterlo immediatamente al servizio del territorio. Perché sulla pelle dei bambini e delle loro famiglie non si costruisce propaganda. Si costruiscono risposte”.