BAIANO. Le mappe de “I Mai d’Argento”. Obiettivo aperto sulla prima edizione del concorso per il premio “Galante Colucci”

BAIANO. Le mappe de “I Mai d’Argento”. Obiettivo aperto sulla prima edizione del concorso per il premio “Galante Colucci”

BAIANO. Le mappe de “I Mai d’Argento”. Obiettivo aperto sulla prima edizione del concorso per il premio “Galante Colucci”di Gianni Amodeo – Foto Enzo Lippiello

L’appuntamento del 20 febbraio con le rituali celebrazioni votive in onore di Sant’Elia profeta, segna a Sperone la conclusione del ciclo dei culti arborei dedicati ai Mai in Bassa Irpinia, che si rinnova di anno in anno; ciclo, che per… l’edizione del 2016-2017 si rapporta il Concorso-rassegna, per l’assegnazione dei Mai d’Argento della prima edizione del Premio intitolato alla memoria del professore Galante Colucci, uomo di scuola, sportivo ed escursionista di qualità, oltre che saggista e cultore di storia locale. Un’iniziativa promossa e organizzata dall’ Associazione Maio di Santo Stefano, in sinergia con il Circolo socio-culturale “L’Incontro”, con l’obiettivo sia della conoscenza e della ri-scoperta del patrimonio identitario del contesto territoriale, sia per aprire il percorso dell’allestimento del Centro di raccolta di atti, documentazioni audiovisive, filmati, saggi che raccontano il ciclo dei culti arborei locali e dell’area mediterranea. Un progetto impegnativo e ambizioso, per il quale la Scuola costituisce l’Agorà per eccellenza e il Presidio ideale, quale laboratorio di apprendimento didattico e formazione civica.

BAIANO. Le mappe de “I Mai d’Argento”. Obiettivo aperto sulla prima edizione del concorso per il premio “Galante Colucci”In questa prospettiva nei presidi scolastici del territorio è stato diffuso- a dicembre -l’opuscolo, in cui si evidenziano alcuni percorsi praticabili nella composizione degli elaborati e dei prodotti audiovisivi, in correlazione con le tre sezioni del Concorso-rassegna per l’assegnazione dei Mai d’Argento per la prima edizione del Premio “Galante Colucci”. E’ soltanto una proposta indicativa, fermo restando il principio della piena libertà di scelta verso altri itinerari e diverse modalità di racconto considerate più significative nel rappresentare il tema del Premio “Colucci”, che è ispirato dal sistema economicoproduttivo dei boschi del territorio dell’Unione intercomunale del Baianese e dell’Alto Clanis, a cui si connette il culto arboreo dei Mai in ciascuna delle sei Municipalità dell’Unione stessa, con cadenze temporali e ritualità differenziate. E c’è da considerare che il sistema ha assolto un ruolo di primaria rilevanza per l’economia dell’autoconsumo prevalente tra le comunità del territorio fino agli anni ’50 del secolo scorso. I boschi del Monte Arciano – nel territorio comunale di Baiano– costituiscono un utile – ma non unico ed esclusivo- riferimento di conoscenza sulla funzione degli usi civici esercitata per secoli dalla comunità locale; e in questa visuale merita rilievo la funzione assolta per secoli dalla cosiddetta Selva dei poveri, testimonianza di spirito solidarista progressivamente scemato, anche se la vasta area che la connota e identifica permane nei titoli del patrimonio dell’Ente di corso Garibaldi.

I MESTIERI DEL MAIO

BAIANO. Le mappe de “I Mai d’Argento”. Obiettivo aperto sulla prima edizione del concorso per il premio “Galante Colucci”Le filiere economiche e lavorative del sistema produttivo, di cui i Mai sono icona simbolica e retaggio della storia economica locale, si collegano alle produzioni del sottobosco e del bosco strettamente inteso, per la periodicità dei tagli, costitutivi delle entrate principali delle casse municipali.

Nel ciclo dei mestieri connessi con i materiali lignei del sottobosco, si collocano le raccoglitrici di fascine, vale a dire le donne impegnate nel duro lavoro sia della composizione che del trasporto a valle delle fascine, i comuni ” sarcinielli” assemblati alla meglio, i carcarari, ovvero gli addetti alla produzione della calce, materia basilare e fondamentale per le attività costruttive e l’edilizia, i fornai, addetti alla panificazione per il pubblico commercio- ma era predominante la panificazione domestica, a cui provvedeva ciascun nucleo familiare con l’utilizzo dei forni di corte\ cortili “ ‘e curtine”-i gravunari\cravunari, ovvero i carbonai, che praticavano la secolare tecnica dell’allestimento nei boschi dei caratteristici “catuozzi” a forma conica, al cui interno, con processi di lenta combustione, la legna era trasformata in carbone organico per la cottura dei cibi ( il gas propano liquido sarà utilizzato soltanto ad iniziare dagli anni ’60).

BAIANO. Le mappe de “I Mai d’Argento”. Obiettivo aperto sulla prima edizione del concorso per il premio “Galante Colucci”  Di rilievo, la connessione tra il lavoro delle raccoglitrici di fascine e quello dei carcarari. Sarà opportuno notare che, per produrre 300 quintali di calce-il cemento diventa materiale costruttivo di largo utilizzo solo negli anni ’60- erano necessarie dodici mila fascine, condotte dalle raccoglitrici, impegnate in duro lavoro, nei siti di Valle- dov’erano operanti le “carcare” in cui si procedeva alla cottura- con temperatura costante da controllare con massima cura- delle pietre di roccia, estratte dalle cave della zona. E’ la connessione, che per secoli ha fatto da motore per l’edilizia, a cui si connettevano i materiali lignei –derivati dai boschi- come travi e “solarini”, che costituivano l’impianto di supporto dei solai e tetti di case, case “palazziate” e palazzi formati da piano terra, primo piano, oltre che le “traversine” utilizzate per la manutenzione della linea ferroviaria NapoliNolaBaiano della Circumvesuviana, in esercizio fin dal 1895.

Nel prospetto dei mestieri connessi con i prodotti dei materiali lignei del bosco, si collocano i cestai– a Baiano erano attivi circa cento laboratori artigianali per la confezione di ceste di vario formato e tipologie, destinate al mercato del territorio, ma soprattutto ai mercati ortofrutticoli dell’area nolano-vesuviana, dell’area salernitana e di Napoli- i rotai, addetti alla preparazione delle ruote dei carri a trazione animale, i bottai, addetti alla realizzazione delle botte, utilizzate per la conservazione delle ciliegie solforate, secondo le tecniche praticate da oltre dieci opifici del settore, operanti soprattutto a Mugnano del Cardinale, Avella e Baiano.

BAIANO. Le mappe de “I Mai d’Argento”. Obiettivo aperto sulla prima edizione del concorso per il premio “Galante Colucci”Fulcro dell’intero prospetto, correlato con i materiali lignei del bosco, era il mestiere dei boscaioli “ ‘ e mannesi o mannisi ”, in combinazione con i segatori. Due realtà sociali, che insieme con quella dei falegnami, formavano una componente sociale di grande importanza nell’intero sistema economico, alimentato dalla lavorazione e trasformazione de materiali lignei dei boschi del territorio che in larga parte rientra – con la dorsale dei Monti Avella- nel Parco regionale del Partenio. La saldatura del prospetto era data dalla commercializzazione dei materiali lignei. Un settore particolarmente dinamico, anche per la collocazione geografica del territorio- baricentrica rispetto all’intero tessuto regionale della Campania- e con un adeguata rete di collegamento viario. I siti di stoccaggio del legname da commercializzare, dopo la stagionatura, erano dislocati, per lo più, a Mugnano del Cardinale, Avella e Baiano. E merita rilievo l’attività di quelle vere e proprie “compagnie” di boscaioli e segatori, che erano impegnati nel loro lavoro stagionale- fino a cinque mesi all’anno- nei boschi della Piccola e Grande Sila, in Calabria, e in quelli della Sardegna e della Corsica. Erano in gran parte di Sirignano e Baiano. A cavallo degli anni ’60 e ’70 decine di boscaioli sono emigrati in Francia e Germania occidentale, mettendo a buon frutto il loro “mestiere”.

 LA CULTURA DEL LAVORO

Sono due ambiti, quelli configurati, anche se non esaustivi, che denotano la cultura del lavoro, utilizzando le risorse del territorio; è la cultura del lavoro, di cui il Maio -e il culto che gli è dedicato- è una testimonianza, che identifica la storia del territorio; culto laico, a cui si connette quello delle trazioni religiose, incentrate sulle Festività dedicate ai Santi Patroni delle sei comunità dell’Unione del Baianese e dell’Alto Clanis.

Gli elaborati destinati alla partecipazione ai “Mai d’Argento” ne possono dare una rappresentazione in forma di racconto, saggio breve, interviste, dialoghi, composizioni poetiche, rap, espressioni grafiche e pittoriche, filmati, cortometraggi e tutto quanto concerne i linguaggi elettronici e via proseguendo secondo le ideazioni e le sensibilità dei partecipanti.

E’ un mondo da ri-scoprire e ri-conoscere, mentre nel presente e nel futuro il ruolo dei boschi del territorio si articola in altre funzioni da promuovere e valorizzare, nel pieno rispetto della loro naturalità e della tutela paesaggistica, a cui rapportare la normale sostenibilità dell’umana presenza. E sono belle presenze di vegetazioni autoctone, che- ed è il caso precipuo sia di Arciano che del complesso del Litto, a Mugnano del Cardinale- hanno tutte le peculiarità, per essere considerati come “Boschi urbani”- con tutta la variegata gamma di funzioni derivate di bene comune– e come tali da proteggere e salvaguardare, come avviene nel Trentino, nel Veneto, in Francia e Germania, dove la cultura ecologica è rilevante fattore delle dinamiche sociali nell’innescare ed assicurare la qualità della vita nella sicurezza civile, con importanti ritorni in termini occupazionali, grazie alla filiera delle piccole medie imprese agro-alimentari e delle tipicità casearie, oltre che dell’oggettistica, generate dal turismo culturale e naturalistico.