AVELLA. Rione Purgatorio, cresce il malcontento: dopo San Ciro rischia di scomparire anche la processione della Madonna delle Grazie

AVELLA. Rione Purgatorio, cresce il malcontento: dopo San Ciro rischia di scomparire anche la processione della Madonna delle Grazie

Cresce il malcontento nel Rione Purgatorio di Avella. Dopo la decisione, presa negli anni successivi alla pandemia, di non far svolgere più la tradizionale processione di San Ciro, che ogni 31 gennaio attraversava le strade del quartiere, ora anche la storica processione della Madonna delle Grazie, prevista ogni anno l’8 settembre, sembrerebbe destinata a non passare più per il rione.

Una notizia che, se confermata, ha suscitato amarezza tra i residenti, che vedono venir meno due appuntamenti profondamente legati alla storia, alla fede e all’identità del quartiere. Per molti cittadini non si tratta soltanto di una processione religiosa, ma di una tradizione che da sempre unisce famiglie, generazioni e comunità.

Secondo quanto appreso, al posto del passaggio della processione si sarebbe optato per la celebrazione di una Santa Messa nel Rione Purgatorio nei giorni che precedono la festa della Madonna delle Grazie. Un’iniziativa certamente apprezzabile sotto il profilo religioso, ma che, secondo molti residenti, non può sostituire il valore storico, simbolico e comunitario della processione che da sempre attraversava le strade del quartiere.

In tanti si chiedono quali siano le motivazioni di questa scelta e perché il Rione Purgatorio debba essere progressivamente escluso da momenti che hanno sempre rappresentato un simbolo di appartenenza e partecipazione.

E c’è anche chi, con amarezza ma non senza ironia, lancia una provocazione: se davvero questa dovesse essere la decisione definitiva, allora il prossimo 20 luglio si potrebbe chiedere al Comitato Festa di Sperone di far transitare la processione di Sant’Elia anche per il Rione Purgatorio, visto che il confine con il comune di Sperone dista solo poche decine di metri.

Una provocazione che racchiude il sentimento di tanti residenti: quello di sentirsi sempre più dimenticati. L’auspicio è che si possa aprire un dialogo costruttivo e trovare una soluzione condivisa, perché le tradizioni religiose rappresentano un patrimonio dell’intera comunità e, quando possibile, andrebbero preservate e valorizzate. Il Rione Purgatorio non chiede privilegi, ma semplicemente di continuare a vivere quelle tradizioni che da decenni fanno parte della sua storia.

AVELLA. Rione Purgatorio, cresce il malcontento: dopo San Ciro rischia di scomparire anche la processione della Madonna delle Grazie