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di Francesco Piccolo
Per una notte hanno immaginato l’Intelligenza Artificiale. Hanno ripassato la storia della Repubblica, i grandi anniversari, i conflitti internazionali e le sfide della contemporaneità. Per giorni hanno inseguito il “tototema”, provando a indovinare quali argomenti avrebbero trovato davanti a sé.
Poi, come spesso accade alla maturità, è stata la realtà a sorprendere tutti.
Alle 8:30 di questa mattina 527.747 studenti italiani hanno varcato la soglia delle proprie scuole per affrontare la prima prova scritta dell’Esame di Stato. Sei ore di tempo, sette tracce tra cui scegliere e un foglio bianco da riempire con idee, riflessioni e pensieri.
Le previsioni della vigilia sono state in gran parte smentite. Nelle tracce predisposte dal Ministero dell’Istruzione e del Merito sono comparsi nomi e temi che hanno spiazzato gran parte degli osservatori.
Per l’analisi del testo gli studenti hanno potuto confrontarsi con la poesia “Passerò per Piazza di Spagna” di Cesare Pavese, tratta dalla raccolta “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”, e con un brano tratto da “I piaceri” di Vitaliano Brancati.
Le tracce argomentative hanno invece proposto un discorso del presidente Giuseppe Saragat all’Assemblea Costituente del 1946, una riflessione sul linguaggio giornalistico e sull’etica dell’informazione tratta da un testo di Piero Bianucci e un approfondimento sul significato dei confini nella società contemporanea attraverso un saggio del sociologo Frank Furedi.
Per i temi di attualità, infine, il Ministero ha scelto due percorsi differenti ma ugualmente legati alla vita quotidiana. Da una parte il valore della meraviglia, della curiosità e della capacità di stupirsi attraverso un articolo della giornalista tedesca Wenke Husmann; dall’altra il significato dell’impegno, della fatica e della determinazione raccontato da Mario Calabresi nel libro “Alzarsi all’alba”.
Tracce che, ancora una volta, hanno dimostrato come la maturità non premi soltanto chi memorizza date e nozioni, ma soprattutto chi riesce a collegare conoscenze, esperienze personali e capacità di ragionamento.
Domani sarà la volta della seconda prova scritta, diversa per ogni indirizzo di studio. Poi arriveranno gli orali e, con essi, il traguardo finale di un percorso lungo cinque anni.
Oggi, però, è il giorno dei fogli protocollo riempiti in fretta, delle penne consumate tra un ragionamento e l’altro e di quelle emozioni che, al termine dell’esame, lasciano sempre spazio alla stessa domanda tra amici: “Tu quale traccia hai scelto?”.
Perché le tracce passano, gli esami finiscono, ma certi ricordi restano per sempre.