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AVELLINO – L’emergenza idrica che nelle ultime settimane interessa l’Irpinia continua a produrre effetti anche all’interno della Casa Circondariale “Antimo Graziano” di Bellizzi. A lanciare un nuovo allarme è l’Unione Sindacati di Polizia Penitenziaria (Uspp), che ha chiesto alle istituzioni un intervento immediato per garantire l’approvvigionamento d’acqua attraverso il ricorso alle autobotti.
Il vicesegretario regionale dell’Uspp, Maurizio De Fazio, ha inviato una nota integrativa ai vertici del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, alla Prefettura di Avellino, alla direzione dell’istituto e all’Alto Calore, richiamando l’attenzione su una situazione che, secondo il sindacato, coinvolge circa 650 detenuti oltre al personale di Polizia Penitenziaria e agli operatori che quotidianamente lavorano all’interno della struttura.
La richiesta prende spunto dall’esperienza dello scorso anno, quando analoghe criticità vennero affrontate attraverso un servizio straordinario di autobotti, capace di assicurare almeno il fabbisogno minimo dell’istituto. Oggi, evidenzia l’Uspp, quel sistema non sarebbe più garantito con continuità e le misure adottate finora, come la distribuzione di acqua in taniche, non sarebbero sufficienti a fronteggiare una situazione che rischia di aggravarsi.
Secondo il sindacato, la ridotta disponibilità d’acqua incide direttamente sulle condizioni igienico-sanitarie della struttura e rende più difficile lo svolgimento delle attività quotidiane. Le criticità riguarderebbero anche il personale di Polizia Penitenziaria, chiamato a garantire sicurezza e ordine all’interno del carcere pur operando, secondo l’Uspp, in condizioni sempre più complesse.
Per questo motivo il sindacato ha chiesto al Prefetto di Avellino di valutare un intervento urgente, anche attraverso il coinvolgimento della Protezione Civile e degli enti competenti, per attivare un servizio sostitutivo di rifornimento idrico operativo senza interruzioni fino al superamento dell’emergenza.
Nella nota viene inoltre sollecitata la convocazione di un tavolo di confronto tra le istituzioni interessate, con l’obiettivo di individuare soluzioni strutturali che evitino il ripetersi di una crisi che, ogni estate, torna a mettere sotto pressione uno degli istituti penitenziari più importanti della provincia.
L’appello dell’Uspp si inserisce nel più ampio quadro delle difficoltà legate alla disponibilità di risorse idriche sul territorio irpino, ma richiama l’attenzione su una realtà particolarmente delicata, dove la continuità dell’approvvigionamento rappresenta non solo una questione di servizi essenziali, ma anche di tutela della salute, della sicurezza e della dignità di detenuti e operatori.