
![]()
Un intervento che si presenta come una riflessione politica e sociale sul rapporto tra amministrazioni pubbliche, beni comuni e accessibilità dei servizi. A firmarlo è Vincenzo Serpico, che punta l’attenzione sulla crescente tendenza ad affidare ai privati la gestione e la manutenzione di spazi naturali e culturali.
Chiunque leggesse questo documento, potrebbe giustamente dare ad esso l’attributo di “politico”. “Ogni volta che un uomo effettua una scelta, fa politica”, così dichiarava il noto filosofo Aristotele e nello stesso tempo si muove, chi propone questo scritto.
Molte Amministrazioni hanno deciso di destinare la manutenzione ordinaria e l’uso degli spazi naturali e culturali ai privati, i quali pur garantendone un accettabile livello di preservazione, hanno tolto ai più l’opportunita’ di usufruirne in modo gratuito. I privati pongono costi e gabelle, in qualche modo selezionando l’utenza ed eliminandone le fasce più deboli e svantaggiate per reddito. Ma le scelte sociali non appartengono a certi Amministratori, i quali, probabilmente, senza scomodare illustri esempi, è stata resa concreta l’idea del presidente argentino Milei, il quale afferma “tutto mercato e niente stato”.
Lasciamo libere le interpretazioni di quanto descritto e in democrazia lasciamo autonomo il giudizio, ma in piena libertà osiamo dire “che così non va!”.
Vincenzo Serpico