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Il sindaco di Candida ha superato nettamente il presidente uscente, Rizieri Buonopane, al termine di una competizione che, nelle ultime settimane, aveva assunto un forte valore politico oltre che amministrativo.
Dai dati dello scrutinio, Picone si è imposto con un ampio margine nei voti ponderati degli amministratori locali, raccogliendo oltre 52 mila voti ponderati contro i 34 mila circa di Buonopane. Una vittoria che va ben oltre il semplice cambio della guardia a Palazzo Caracciolo e che viene letta come una sconfitta significativa per il Partito Democratico irpino e per il cosiddetto “campo largo” che aveva sostenuto il presidente uscente.
La candidatura di Picone era nata attorno a una vasta aggregazione di sindaci e amministratori locali che chiedevano maggiore rappresentanza e un diverso equilibrio nei rapporti interni alla politica provinciale. Determinante è stato il sostegno dell’area riconducibile al consigliere regionale Enzo Alaia, che ha lavorato per costruire una rete trasversale di consenso tra amministratori civici e moderati.
Politicamente il risultato segna almeno tre elementi:
- la fine del ciclo amministrativo guidato da Buonopane alla Provincia;
- la dimostrazione che una parte consistente degli amministratori locali non si è riconosciuta nelle indicazioni del PD provinciale;
- il rafforzamento dell’asse civico-moderato che ha sostenuto Picone e che ora punta ad avere un ruolo centrale nelle future partite politiche irpine.
L’affluenza è stata molto alta per una consultazione di secondo livello, riservata a sindaci e consiglieri comunali: oltre l’86% degli aventi diritto ha partecipato al voto, segnale della rilevanza attribuita dagli amministratori alla sfida per Palazzo Caracciolo.
Adesso per Picone si apre la fase più delicata: dovrà governare un ente che ha competenze fondamentali su viabilità provinciale, edilizia scolastica e pianificazione territoriale, cercando di tenere insieme una coalizione molto ampia e composita. Dopo il successo elettorale, il nuovo presidente potrà rivendicare una legittimazione politica forte, ma sarà chiamato subito a trasformare il consenso raccolto tra gli amministratori in risultati concreti per il territorio irpino.
In Irpinia, insomma, non è soltanto cambiato il presidente della Provincia: è cambiato anche l’equilibrio dei rapporti di forza tra le principali aree politiche locali.