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Il sole del tardo pomeriggio cominciava a calare, tingendo il cielo di sfumature dorate e accarezzando le fronde degli alberi della villa comunale. C’era un’atmosfera magica, sospesa nel tempo, in una Piazza Aniello Colucci vibrante di attesa, sguardi emozionati e sussurri commossi. Non era un giorno come gli altri: a Sirignano la tradizione si vestiva di nuovo, celebrando l’unione perfetta tra il folklore e la rinascita della bella stagione.
All’improvviso, la musica ha preso il sopravvento, e con essa è iniziata la magia.
Sul selciato della piazza sono scesi loro: gli alunni della Scuola Primaria “Rosa Finelli” di Sirignano. Piccoli custodi di un’eredità antica, bellissimi nei loro costumi tradizionali curati nei minimi dettagli. Le bambine spiccavano con le loro lunghe gonne rosse accese, i corpetti scuri e i candidi grembiuli; i maschietti, fieri e composti, indossavano i tipici abiti scuri con gilet neri, camicie bianche e un fazzoletto rosso al collo che richiamava i colori delle loro compagne di ballo. Insieme, stringevano tra le mani i nastri colorati che tagliavano l’aria come arcobaleni in festa. Sotto la guida attenta, fiera e amorevole della Maestra Nunzia Acierno, i piccoli danzatori hanno dato vita al celebre Laccio d’Amore Sirignanese.
Le Origini e il Significato del Laccio d’Amore Sirignanese
Vedere quei bambini muoversi con tanta grazia significava fare un salto indietro nel tempo di secoli. Il Laccio d’Amore Sirignanese, infatti, affonda le sue radici nei rituali pagani e nelle antiche feste arboree della primavera, quando l’uomo celebrava il risveglio della natura dopo il gelo dell’inverno.
Al centro della danza svetta un palo, che storicamente rappresenta l’Albero della Vita o il “Maggio”, simbolo di fertilità, di abbondanza e di connessione tra la terra e il cielo. Da questo palo pendono dodici o ventiquattro nastri colorati, ognuno dei quali rappresenta i mesi dell’anno o i cicli della vita.
L’essenza di questa danza risiede nell’intreccio. Le coppie ballano incrociandosi in senso orario e antiorario. Questo movimento alternato fa sì che i nastri si annodino perfettamente attorno al palo, creando una trama colorata che simboleggia l’unione, la solidarietà, la fedeltà e, appunto, il “laccio” indissolubile dell’amore e della comunità. Ma la vera maestria sta nella seconda parte del ballo: i ballerini devono invertire i passi per sciogliere l’intreccio senza creare nodi. Questo simboleggia la capacità della comunità di superare insieme le difficoltà della vita, ritrovando sempre l’armonia originaria.
Il Tocco Magistrale di Nunzia Acierno
Dietro la perfezione di quegli intrecci e la gioia contagiosa dei bambini c’è il lavoro silenzioso, instancabile e appassionato della Maestra Nunzia Acierno. Convocare i piccoli della scuola “Rosa Finelli” e guidarli attraverso i passi complessi di un ballo d’altri tempi non è solo un compito scolastico, ma una vera e propria missione culturale e pedagogica.
Con infinita pazienza, dolcezza e fermezza, la Maestra Nunzia ha saputo trasformare le prove in un gioco di squadra, insegnando ai bambini che ogni nastro è importante e che il successo del ballo dipende dal rispetto del tempo dell’altro. Il suo non è stato solo un lavoro di coreografia, ma un atto d’amore verso Sirignano e la sua storia: ha preso per mano le nuove generazioni e le ha collegate direttamente alle proprie radici, dimostrando come la scuola possa essere il cuore pulsante della memoria cittadina.
La Magia della Serata
Stasera, quel rito millenario ha ripreso vita attraverso l’innocenza tipica dell’infanzia. Ogni passo e ogni incrocio dei bambini di Sirignano non era solo un movimento coreografico, ma un ponte gettato tra il passato e il futuro. Con una grazia dondolante, i piccoli hanno tessuto quella trama invisibile ma fortissima che unisce il popolo alla propria terra.
La Maestra Nunzia, con lo sguardo fiero e commosso di chi sa di aver compiuto un piccolo capolavoro, coordinava ogni movimento con precisione. E intorno, il pubblico della piazza – tra genitori con gli occhi lucidi, nonni orgogliosi e passanti rapiti – è rimasto incantato, unito in un applauso scrosciante che ha riempito l’aria della sera.
Il Carnevale Primaverile Sirignanese ha dimostrato la sua vera essenza: una festa in cui la tradizione non è un fossile da guardare, ma una fiamma viva da tramandare. E finché ci saranno istituzioni sensibili come la scuola “Rosa Finelli”, maestre come Nunzia Acierno e bambini pronti a intrecciare quei nastri con il sorriso sulle labbra, le radici di Sirignano continueranno a fiorire, anno dopo anno, primavera dopo primavera.
