“ORME” 60 anni dell’arte di Fernando Masi. Sarà il giornalista RAI Gianni Maritati a dare lo start up della riapertura al pubblico l’Atelier dell’artista con una significativa mostra di pittura, corredata di una cospicua documentazione fotografica e giornalistica a lui dedicata.

“ORME” 60 anni dell’arte di Fernando Masi. Sarà il giornalista RAI Gianni Maritati a dare lo start up della riapertura al pubblico l’Atelier dell’artista con una significativa mostra di pittura, corredata di una cospicua documentazione fotografica e giornalistica a lui dedicata.

di Saverio Bellofatto
A distanza di 4 anni dalla sua scomparsa, la moglie Carla Felli e i figli, Carmen, Stefania, Tommaso e Ester , con la direzione artistica di Saverio Bellofatto, riaprono per gli amici e gli appassionati la sua galleria – studio, con una mostra di opere che ripercorrono, la lunga carriera dell’artista. Non solo opere ma, una ricchissima rassegna documentale e fotografica, a testimonianza della sua vita professionale e sociale; si perché Masi con la pittura ha narrato le grandi vicende contemporanee, quasi un cronista: a partire dalla tragedia del terremoto in Irpinia nel 1980, alle guerre dell’ultimo cinquantennio, dai grandi temi dell’ambiente e dell’immigrazione, fino alla Formula 1 e alle FERRARI di cui è stato un geniale testimone artistico. L’evento sarà inaugurato il 6 giugno dal giornalista RAI Gianni Maritati. La galleria diventerà un punto di riferimento per tutti gli appassionati d’arte e con il Centro Documentale Fernando Masi raccoglierà foto delle opere, documentazione e altro materiale che sarà selezionato per essere poi pubblicato nel catalogo generale dell’artista che è in preparazione. A partire dalla metà del mese di ottobre 2026, saranno invitate le scuole per visite guidate ed eventi culturali.
La mostra con il patrocinio del Comune di Sperone, dell’Unione dei comuni dell’Alta Valle del Clanio, della PMI International, dalle Pro Loco di Baiano e Sperone, è l’inizio di una serie di iniziative itineranti dedicati al grande artista irpino che approderanno a Modena, ad Avellino e Roma tra il 2026 e il 2027 su iniziativa del Centro Documentale Masi e La Piccola Cometa.

Una breve autobiografia del Maestro del Colore, scritta 10 anni fa ripercorrono la sua luminosa carriera artistica fatta di sacrifici e soddisfazioni conclusasi con la grande mostra internazionale a Taiwan.

Dopo 50 anni di lavoro (la mia prima pennellata vera risale al 1962), posso dire di avere un buon bagaglio di esperienze, tali da poter dare buoni consigli agli artisti emergenti e tali da poter collaborare con altri artisti per creare qualcosa di originale e di unico. Sono nato nel 1940 nella verde Irpinia ( Campania), da una famiglia di artigiani. Dopo una breve carriera nel Corpo della Guardia di Finanza e sedici anni come impiegato al Ministero del Tesoro mi dedicai completamente alla pittura.
Mia moglie Carla, originaria di Volterra (Toscana) e proveniente da una famiglia di artisti,( suo avo era il famoso pittore/scultore Lorenzo Bartolini) , è la mia musa ispiratrice, che mi ha incoraggiato nel percorso artistico. Abbiamo quattro figli ….. una bella famiglia unita. La prima mostra personale è a Baiano nel 1965. Ricordo che ogni volta che facevo un dipinto, all’epoca usavo esclusivamente colori ad olio, gli appassionati d’arte me li comperavano ancora freschi. Nel 1968,aiutato da mio fratello Michele apro uno studio a Modena, (che diventa la mia città di adozione pittorica), ricevo continue approvazioni e incoraggiamenti per la mia arte. La ricerca di una propria personale espressività artistica mi ha fatto sperimentare le tecniche e le radici dei svariati movimenti che hanno segnato la storia dell’arte. Non mi sono mai fermato, dipingevo di notte perché di giorno andavo in ufficio, la famiglia, i figli, le mostre, sacrifici che mi hanno dato vera soddisfazione. L’affermazione arriva con la mostra alla galleria nazionale d’arte moderna di Roma dove l’incontro con Carlo Levi , Giorgio De Chirico, Cesare Zavattini confermano la mia identità artistica. Anni dopo lo storico dell’arte Raffaello Causa ha definito la mia pittura Geniale.
Dal 1972 al 1980 ho girato l’Italia in lungo e in largo proponendo la mia pittura che man mano si andava affinando nella tecnica e nella tematica. Ho narrato la storia contemporanea, soffermandomi soprattutto sulla condizione dei contadini e dei pescatori del sud, i paesi presepio dell’Appennino, la campagna desolata della lucania, le bellezze archeologiche e naturalistiche di Avella, i paesaggi marini selvaggi, quando la sfrenata edilizia turistica non aveva ancora sfregiato le bellezze della nostra Italia. Poi, il terremoto in Irpinia del 1980 ha segnato la mia vita sociale ed artistica. Vedere la mia Irpinia ridotta in macerie, il dolore della gente, la mia stessa casa – studio costruita con i sacrifici di una vita, distrutta costretto con mia moglie e figli a vivere in una roulotte, senza avere più gli spazi per esprimere la mia voglia di dipingere. Ma le immagini , quelle si sono stampate nella mente e successivamente quel dolore, quella disperazione l’ho raccontata nei miei quadri.
Nel 1981 mi trasferisco con famiglia e a Sassuolo , poco distante dalla pista Ferrari di FioranoMaranello ed affascinato dal rombo della Rossa, ebbi la tentazione di dipingerla; quasi una sfida di velocità, il mio pennello correva forte sulla tela come corrono veloci le auto di formula 1, ma la Ferrari, il mito il colore rosso da me sempre amato hanno fatto nascere un feeling per questo capolavoro della tecnologia. La Ferrari è un opera d’arte. Non ho mai abbandonato le mie radici di pittore “ Neorealista ed Espressionista ” ma quest’ amore che ormai dura da quel lontano 81, non ha mai perso la sua verve e la soddisfazione di dipingerla. Il mio soggiorno abitativo in Emilia dura due  anni, perché le radici della mia terra erano un richiamo forte. I cieli limpidi e assolati, la brezza del vento che portava il profumo della terra avevo bisogno di tutto questo per dipingere, oltre ai grandi spazi del mio studio campano, nel frattempo ristrutturato, per realizzare opere di grande formato, ormai le piccole tele non bastavano più, avevo bisogno di spaziare, avrei dipinto le mura del mondo tant’era la mia pulsione per la pittura. Da qui i murales a Dozza Imolese , Rittana, Pavullo, Montefalcione, e tutte le mie opere di grande formato sul tema della guerra, dell’ambiente, degli animali. Avevo bisogno di spazi! Nel 1990 i vertici della Ferrari e dal Comune di Maranello ospitano una mia grande mostra in occasione dell’inaugurazione Galleria Ferrari a Maranello, la massima passione vedere esposte le mie opere assieme alla storia dell’automobilismo mondiale. Migliaia di visitatori sconosciuti e illustri … giornalisti sportivi e critici, tifosi della scuderia Ferrari ognuno ha
portato via un ricordo da questa memorabile mostra che mi porta al soprannome di “Il pittore delle Ferrari”. Piero Ferrari (figlio del Drake) mi disse: abbiamo scelto te perché “tu la Ferrari la fai correre anche da fermo.” L’Avvocato Gianni Agnelli nella sua visita inaugurale alla galleria rimane affascinato da come la mia pittura esprimeva il senso della velocità, l’istante, il tempo infinitamente piccolo, tutte le cose che contano nelle competizioni automobilistiche. La stessa mostra viene replicata nel 1999 alla New York University “ di New York, con grande successo. Un percorso artistico molto travagliato, su e giù per l’Italia, mostre all’estero: Barcellona, Francoforte, Montecarlo, Mentone, Bagnol sul Seze ,Bucarest, Città del Messico, Zurigo, Delray Beach, Miami Beach.. ect.
Diversi primi premi e selezioni, firmo manifesti regionali e nazional , collaborazioni con l’EPT e Camera di Commercio di Avellino e Bologna illustrando riviste e coniando la prima medaglia turistica dell’Irpinia. Mie opere sono presenti in varie collezioni di Musei e gallerie pubbliche (Roma, Avellino, Pavullo, Modena, Venezia, Città del Vaticano New York University,.. ect.) Ho realizzato, in diverse località italiane ed all’estero, numerosi murales che lasciano il segno di una pittura che si ispira a temi di carattere sociale e politico. (In primis Dozza Imolese. Bologna) Nell’arte non ci sono insegnanti…e per diventare artista non esistono né scuole né maestri. ARTISTA SI NASCE! Tocca ad ognuno di noi scoprire quel dono di Dio tra prove, riprove e confronti. La mia è una pittura d’impulso, di getto, una pittura veloce ,immediata… una tecnica a presa diretta con esplosioni vitali con effetti tempestosi, esplosivi che creano immagini vibranti e di movimento veloce come il vento, senza mai farmi influenzare dal mercato o dalla critica o da artisti improvvisati e influenzati dalle nuove correnti di moda, restando fedele interprete della mia pittura, una pittura istintiva e futuristica: LA VERA PITTURA.
Mi ritengo un pittore poliedrico con tendenza espressionistica/futuristica, più artista che pittore, passo con disinvoltura dalla figura al paesaggio, alla natura morta ai temi sociali e di attualità. Sono tanti che ruotano attorno all’arte: artisti, organizzatori, promotori, storici d’arte, critici, galleristi, ma la maggior parte di loro sono solo avventori. E’ raro trovare chi si occupa del settore sol per amore della ricerca e della cultura. Oggi come oggi si agisce solo per interesse, c’è troppa rivalità, si va contro il significato primario dell’arte stessa: la libertà espressiva. L’artista dovrebbe realizzare, progettare, ideare, descrivere, per amore e per passione, seminando giorno per giorno. Ovviamente
per far ciò e per farlo bene ci vuole tempo e tanto lavoro, ricerca e tanto sacrificio. UMILTA’ prima cosa, e non sentirsi mai arrivati. Io sento di raccontare storie, divise tra loro, ma con un senso comune, storie vissute, storie del nostro tempo, che dicono di una cultura: la nostra.
E questo è davvero importante per me , ma alla fine, quasi tutti gli artisti sentono il bisogno di consegnarsi ai posteri. Oggi la mia curiosità d’artista è rimasta immutata , la cosiddetta saggezza dell’età non ha calmato il mio spirito d’artista istintivo, e, in questa società che ha messo un po’ da parte arte e artisti io sono qua, sempre pronto a raccogliere la sfida e dare il mio contributo per un mondo migliore.
Chiudo questa breve biografia ricordando una frase dedicatami dall’indimenticabile cantante dei Nomadi (Augusto Daolio): “Nei cosmi che i tuoi occhi di pittore indagano, il cosmo pittorico creato dalle tue mani d’artista, è popolato di tempeste. Nelle tue figure vive la tempesta dentro e tutt’intorno”.

Fernando Masi“ORME” 60 anni dell’arte di Fernando Masi. Sarà il giornalista RAI Gianni Maritati a dare lo start up della riapertura al pubblico l’Atelier dell’artista con una significativa mostra di pittura, corredata di una cospicua documentazione fotografica e giornalistica a lui dedicata.