Ora Avellino, Sardella: senza commercio la città si spegne

Ora Avellino, Sardella: senza commercio la città si spegne

La proposta di un’operatrice del settore per rilanciare il terziario

Oggi più che mai serve un confronto aperto e concreto tra istituzioni, commercianti e cittadini per costruire insieme una visione nuova del capoluogo irpino. Se le attività produttive sono in difficoltà a risentirne non è soltanto l’economia locale, ma la città stessa che appare spenta”. E’ quanto sostiene Francesca Sardella, titolare di una piccola attività e candidata alle elezioni comunali con Ora Avellino, con Nargi sindaca.

Negli ultimi anni – prosegue – il commercio nella città di Avellino ha attraversato una crisi sempre più evidente. Basta passeggiare per le strade del centro e delle periferie per rendersi conto della situazione: serrande abbassate, locali sfitti, attività storiche che chiudono dopo decenni e nuove aperture che spesso non riescono a sopravvivere.

Quello che un tempo rappresentava il cuore economico e sociale della città oggi attraversa una fase di forte sofferenza. Sempre più negozi fanno fatica perfino a sostenere i costi fissi: affitti elevati, bollette, tasse, contributi e spese di gestione. In molti casi gli incassi non bastano più a garantire una minima stabilità economica.

Gli imprenditori che hanno provato negli ultimi anni a investire ad Avellino, grazie a incentivi pubblici e bandi destinati alle nuove imprese, in diversi casi sono stati costretti a chiudere nel giro di poco tempo, ritrovandosi addirittura con debiti da pagare. I problemi principali restano la debolezza del mercato locale e la generale riduzione dei consumi.  Sempre più cittadini poi scelgono di optare per i grandi centri commerciali, anche delle città vicine, dove trovano una proposte più attrattive.

La crisi del commercio può essere affrontata soltanto con una strategia condivisa e concreta, che coinvolga istituzioni, associazioni di categoria, cittadini e territori limitrofi. È necessario ripensare il modello economico della città partendo da alcuni punti fondamentali. Bisogna rendere innanzitutto Avellino una città viva e attrattiva. Senza eventi, turismo, cultura e occasioni di aggregazione, il commercio non può sopravvivere.

Altro aspetto fondamentale riguarda i costi: occorre avviare un confronto serio sui canoni di affitto dei locali commerciali, spesso troppo alti rispetto agli incassi reali delle attività. Allo stesso tempo servono agevolazioni fiscali concrete per chi investe nel commercio locale, soprattutto nei primi anni di attività, evitando che i nuovi imprenditori vengano schiacciati immediatamente dalle spese.

È necessario inoltre creare una rete tra Avellino e i Comuni dell’hinterland, costruendo una visione territoriale più ampia: eventi condivisi, collegamenti efficienti, promozione del territorio irpino con le sue risorse”.

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